Parata grottesca

Come una vicenda con dei risvolti assai preoccupanti riesce a trasformarsi in una burla nonostante la scabrosità dell’argomento.

 Nell’Ungheria del Premier Viktor Orbàn, finita sotto i riflettori per la nuova legislazione sui media, piuttosto liberticida in verità, a coprirsi di ridicolo sono questa volta quelli di Jobbik. Emersa, dopo le elezioni dell’estate scorsa, come terza forza politica del paese, la compagine guidata dal sulfureo Gabor Vona si connota per il suo nazionalismo virulento, l’antisemitismo viscerale e l’aperta xenofobia nei riguardi delle minoranze, segnatamente dei rom. Al punto da alimentare la tensione con le repubbliche confinanti che vedono di mal occhio questo revanscismo magiaro.

 Ecco spiegata, almeno in parte, la volontà normalizzatrice da parte governativa che tanto ha scandalizzato il resto d’Europa. Certamente la censura preventiva, lo abbiamo imparato, non mette al riparo da rigurgiti pericolosi, ma il livello di guardia nella diffusione di tossine ideologiche è stato ampliamente oltrepassato. Prendiamo, a mo’ di esempio la polemica sulla famigerata “Guardia Magiara” un corpo paramilitare a tutti gli effetti che si rifaceva all’omonimo gruppo degli anni ’30 e ’40. Ebbene, a dispetto di uno scioglimento ad opera della magistratura nazionale, lo stesso è stato ricostituito come nulla fosse e il suo ex-leader, Vona, ha avuto l’ardire di presenziare in parlamento indossandone con fiero cipiglio l’uniforme.

 Fortunatamente tanta bellicosa e tronfia retorica sconfina talvolta nel comico e corrisponde, forse, al vero l’opinione che una figuraccia sia più efficace di qualsiasi divieto nel reprimere la minaccia. Ed è quanto accaduto l’altro giorno a Karcag, nei pressi di Budapest, dove la locale sezione del partito era convenuta per commemorare i caduti ungheresi dell’ultima guerra. Ovviamente quelli delle “Croci Frecciate”, la milizia filonazista che combattè a fianco dei tedeschi contro l’armata rossa sul finire del conflitto. Senonchè dopo la deposizione di una corona a suffragio, come da prammatica, gli organizzatori dell’evento venivano resi edotti del fatto che il monumento in questione era dedicato alle vittime della Shoah. Imbarazzo evidente e scherno generale per l’improvvida profanazione hanno fatto da cornice alla notizia e i commenti pungenti non hanno tardato a manifestarsi sui principali quotidiani e siti web nazionali.

 Ulteriore verifica del popolare detto secondo il quale dio confonde coloro che vuol perdere.

Il link alla notizia: http://www.politics.hu/20110302/red-faces-all-around-as-jobbik-accidentally-honor-holocaust-victims

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