Le Mani nella marmellata

La  sua furbata era diventata un vero e proprio caso nazionale in un paese , il Belgio, dove la stessa sopravvivenza dello stato centrale appare seriamente compromessa nelle more di una crisi politico-istituzionale che sembra senza fine.

 Ora, mentre siamo ormai al 267 esimo giorno senza governo, un record assoluto, il protagonista del caso ha gettato la spugna ritenendosi soggetto “di ingiuste calunnie che hanno duramente provato la mia resistenza fisica e psichica”.

 Una storia comune a tanti, si dirà. Il problema è che chi ha vergato queste note in una lettera rivolta ai media non è, anzi era, un uomo della strada qualsiasi, bensì nientemeno che il massimo responsabile della polizia belga nella sua qualità di (ex) Commissario Generale della polizia federale.

 Ma l’impianto probatorio, come si direbbe nel farraginoso ed aulico linguaggio giuridico-poliziesco nostrano, che ha incastrato il gran funzionario pubblico non fa una grinza. Difficile, infatti, giustificare una spesa di ben 100000 Euro per sponsorizzare una propria candidatura ai vertici dell’Interpol. Ed è esattamente ciò che viene addebitato a Fernand Koekelberg che si è concesso due trasferte in quel di Doha(nel Qatar) spesate dai portafogli dei contribuenti belgi. Il tutto ai fini di un’ azione di lobbyng che sarebbe stato alquanto complicato far passare come interesse della collettività. Soprattutto in un momento di vacche magre come questo e dopo aver,  in un  grazioso sfoggio di comicità involontaria, invitato i quadri dell’amministrazione da lui presieduta a stringere la cinghia per venire incontro alle difficoltà del periodo. Come si dice: ironia dei tempi.

La buriana è stata rapida quanto devastante: i partiti fiamminghi, soprattutto la N VA, punta di diamante del secessionismo “morbido” neerlandofono, hanno chiesto la testa del reprobo ottenendola dopo poco tempo su un vassoio d’argento. Nonostante la resistenza disperata della corporazione di riferimento e quella meno evidente dei socialisti che, è provato, diedero, a suo tempo, più di un placet all’ascesa di Koekelberg.

 Il Sostituto sarebbe già pronto e la nomina è questione di ore , ma, ciononostante, il colpo alla residua credibilità delle istituzioni federali è stato quasi mortale. Nei prossimi mesi i medici radunati al capezzale del piccolo grande malato d’Europa si dovranno incaricare più che altro del delicato compito di porre fine ad un’agonia insostenibile.

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