Sindrome giapponese

Ci hanno provato subito, i professionisti della cagnara antinuclearista, a rilanciare il mantra consolidato della deprecazione lamentosa ed apocalittica.

 Nemmeno il tempo di seppellire le centinaia, forse migliaia di vittime di uno dei più spaventosi cataclismi dell’epoca moderna quanto a potenziale distruttivo. La forza del pregiudizio e l’istinto dell’avvoltoio hanno prevalso ancora una volta.

Pazienza se i tempi gloriosi dell’impegno militante siano ormai trascorsi ed incanutiti assai i loro variopinti promotori, confinati in soffitta dalla prossima anche se non imminente carenza di oro nero e dalla insufficiente risposta delle fonti rinnovabili.

Proprio così, vista la poderosa inversione di marcia da parte di molti governi europei, e non solo, in tema di utilizzo dell’atomo per coprire il fabbisogno crescente di energia. Basti citare i casi di Finlandia, Spagna, Germania, Svizzera. Ma il movimento è molto più imponente: si calcola che entro pochi decenni il numero degli impianti dovrebbe addirittura raddoppiare e triplicare la quantità di gigawatt prodotti.

 Non la panacea, ovviamente, nemmeno l’uranio, in fondo, è disponibile in quantità illimitate. Semmai un utilissimo stratagemma in attesa di scoprire l’optimum che combini l’alta resa con l’ecocompatibilità.

Anche l’Italia, a tutto merito dell’attuale governo, che non può vantarne moltissimi purtroppo, sembrava essersi messa al passo coi tempi. Al momento, tuttavia, a parte enunciazioni e proclami, poco si è visto. Comprensibile la paura di scontrarsi con l’apparato del fondamentalismo pseudoambientalista in mobilitazione permanente effettiva nel bel paese ancora fortissimo. Un carnevale ideologico che ha condannato uno dei paesi in cui più promettente era la ricerca a legarsi indissolubilmente a regimi autoritari e liberticidi per ovviare alla propria cronica mancanza di risorse. Davvero un bel risultato, non c’è che dire!

Ora servirebbe davvero cogliere la palla al balzo dell’ennesimo spauracchio agitato dai soliti noti per passare alla fase operativa del progetto. In fondo, parafrasando il gran lombardo, uno il coraggio riformatore o ce l’ha o non se lo può dare.

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5 Risposte to “Sindrome giapponese”

  1. “Un carnevale ideologico che ha condannato uno dei paesi in cui più promettente era la ricerca a legarsi indissolubilmente a regimi autoritari e liberticidi per ovviare alla propria cronica mancanza di risorse.”
    Da incorniciare.
    Qui si spiega la pericolosa/spericolata politica italiana nelle questioni mediorientali dalla guerra del Kippur in poi.

  2. non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere, il nucleare e’ pericoloso e antieconomico, il problema delle scorie radioattive non e’ stato ancora risolto e considerato che ha detta di tutti gli esperti tra una quarantina di anni l’uranio andra’ ad esaurimento a che servira’ farlo. Il prezzo dell’uranio sta’ salendo,la costruzione di centrali ed il loro mantenimento ha un costo elevato e considerato come vengono fatte le cose in italia c’e’ poco da star allegri,c’e’ un dossier lunghissimo su tantissimi incidenti di fuoriuscite radioattive nelle tante centrali francesi spagnole e tedesche nelle zone circostanti e aumenti oltre la media di tumori (vedi es. a noi vicino b.go sabotino :c.le dismessa. le centrali di terza generazione quelle che vogliono mettere qui,sono una bufola,gia’ vecchie e hanno dato parecchi problemi dove sono state installate.
    Cara sentinella rassegnati il sole ed il vento sono le vere alternative, inesauribili e pulite, insieme ad un ridimensionamento dell’uomo (vedi risparmio energetico) sullo sfruttamento selvaggio e distruttivo dell’ambiente e di conseguenza il suo.

  3. lafayette70 Says:

    Sarei felice di condividere la chiusa del tuo intervento. Al momento direi, però, che il sole e il vento sono una parte e non rilevante dell’alternativa a carbone, petrolio e gas.

  4. Eh, bel dilemma: io sono uno dei destinatari di quello spot che vede coppie di gemelli a giocare a scacchi. E, se mi rendo conto che sole e vento non bastano, d’altro canto temo l’energia nucleare e quello che comporterebbe.
    Per ciò che riguarda il Giappone, però, non ho potuto fare a meno di notare che le innumerevoli vittime spazzate dalla furia dell’acqua e della terra sono quasi passate in secondo piano, rispetto ai potenziali contaminati dalle emissioni radioattive della centale di Fukushima.
    Ciò non è onesto.

  5. lafayette70 Says:

    L’ho notato anch’io e concordo sul giudizio morale

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