Campagna di primavera dell’armata verde

Esiste un paese dove le capacità levantine della classe politica e la tirannia del luogo comune elevato a pubblica opinione trascende di gran lunga il nostro già elevato livello? Ebbene, sì. Esiste e non è nemmeno così lontano, tanto da condividere un buon tratto dei nostri confini patri.

 Sto parlando, credo si possa desumere dalla descrizione, della Francia e delle reazioni all’incidente nucleare che fa da carteggio al terribile terremoto scatenatosi in Giappone pochi giorni fa.

 Se qui in Italia i vari Vendola e leaderucci del centro-sinistra pensano esclusivamente a lucrare un po’ di consenso elettorale e ad incalzare un governo che, scriviamolo sottovoce, riesce a mantenere la barra dritta, oltralpe la situazione è, invece, decisamente più complessa e surreale allo stesso tempo. 

La differenza essenziale sta tutta in un dettaglio, mai così essenziale: Parigi possiede sul proprio territorio qualcosa come 58 impianti nucleari(quantità seconda solamente agli USA) e trae dall’atomo circa il 75% del proprio fabbisogno energetico. Si comprende quindi benissimo come una richiesta di referendum avanzata dalle nostre parti si riduca ad una boutade pre-elettorale e divenga,invece, un avvenimento di prima grandezza proprio in Francia. Una di quelle battaglie culturali di portata epocale, tanto per scomodare aggettivi impegnativi.

 Si tratterebbe,nè più nè meno, di rinunciare a decenni di sviluppo economico, tentando un problematico rilancio sul comparto rinnovabili ed accettando un sostanziale contenimento dei consumi. La posta in gioco, aldilà degli allarmi sulla sicurezza. è proprio questa. Se a prevalere saranno la comprensibile ma fallace emotività del momento e le isterie apocalittiche di sapore millenarista rischieremo davvero di ritornare alla famosa età della pietra teorizzata da chi paventava l’olocausto atomico ai tempi della guerra fredda e dell’equilibrio del terrore. Se, per converso, dopo un’opportuna valutazione dei fatti e della situazione attuale, si rilancerà in direzione di un’ ulteriore implementazione della sicurezza, efficenza e convenienza degli impianti potremo evitare di rimanere al buio a causa dell’inevitabile e prossimo esaurimento dei combustibili fossili.

 Il coraggio della sfida, alle volte, può essere più salutare della prudenza.

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