La miglior difesa è la fuga

Come previsto, dopo la difesa di ufficio arrivò l’ammaibandiera, come da tradizione nazionale.

 Non a caso l’8 settembre del progetto nucleare italiano prende l’avvio nel giorno della improvvisata e pasticciata ricorrenza festiva(o festivaliera) celebrante l’avvento del regno(o repubblica, poco importa) italiana in quell’oramai lontano 17 marzo 1861.

 A dare il la ci aveva già pensato, a dire il vero, lo spin doctor Ferrara nella sua puntata d’esordio sull’ammiraglia RAI. Ricordate? “better safe than sorry”. Una exit strategy, in pratica.

 Perchè, da che mondo e mondo, prudenza, dalle nostre parti, equivale a ritirata. E nemmeno strategica, quanto precipitosa.

 Oggi il rosario viene biascicato a più voci, manco fossimo perlappunto durante una missa solemnis. Dal Premier, ai Ministri Romani, Bossi e Prestigiacomo tutti a suggerire una opportuna pausa di riflessione. L’ultima di costoro in termini fin troppo coloriti, riportano le cronache.

Al coro si è aggiunta anche la voce del Prof Veronesi, responsabile dell’agenzia governativa per la sicurezza atomica. Ma era intervento di altro e alto spessore e con la premessa, fondamentale, che la rinuncia all’atomo sarebbe un lusso che non possiamo permetterci. Silenziato, o quasi, il parere di Margherita Hack, intervistata da “Il Giornale” e snobbata da quella stessa sinistra in altre circostanze ben più attenta.

La via maestra, lo abbiamo capito, sarà quella dello scaricabarile (“ci devono pensare le regioni”). Un federalismo del tana liberi tutti, insomma, considerata la raffica di rifiuti preventivi sparata dai vari Governatori. Con taluno che prometteva le barricate in caso di insistenza molesta da parte dell’Esecutivo. Sullo sfondo uno dei referendum più inutili della storia utilizzato come grancassa elettorale.

 Comunque sia, una volta terminato,si spera con il minor danno possibile, il dramma di Fukushima, bisognerà ritornare a fare i conti con quella realtà trascurata dai tanti araldi interessati o in buona fede del no alle centrali. E sarà impresa un po’ più difficile che deporre una scheda nell’urna con la convinzione di aver salvato il mondo…

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