Alea iacta est

Davvero singolare il rovesciamento dei ruoli in commedia cui è dato assistere in questa vigilia di attacco alla dittatura gheddafiana.

 Da una parte la sinistra pacifista senza sè e senza ma, si diceva un tempo, convinta delle buone ragioni di un intervento umanitario della NATO a supporto della rivolta popolare ormai ridotta allo stremo dal ritorno arrembante delle forze fedeli al Raìs. Dall’altra, molti di coloro che avevano appoggiato senza riserve le guerre in Afghanistan ed Irak, contromisure immediate dell’occidente allo spaventoso attacco delle Twin Towers, ora schierati nel partito della prudenza quando non della apertà ostilità alla imminente offensiva aerea sul cielo di Tripoli.

 Probabilmente le preoccupazioni ed i timori espressi da costoro non hanno molto fondamento. Difficile, infatti, che uno strumento bellico assai mediocre come quello in mano al colonnello possa contrastare lo strapotere della coalizione. Più difficile, invece, individuare fin da ora il percorso irto di ostacoli di una “via libica alla democrazia”. Le incognite sono tantissime nell’Egitto post-Mubarak e perfino nella laica Tunisia, immaginiamo quanto più accidentata possa essere la via maestra in un paese a struttura tribale dominato da una quarantennale satrapia. Nè andrebbe sottovalutata la possibilità di un’infiltrazione massiccia di settori islamisti, minaccia non sconosciuta almeno alla parte orientale della Jamahiriyya.

Ma ora come ora il punto di nonritorno sembra davvero essere stato oltrepassato. I rischi del dopo vanno affrontati coscienti che il mantenimento dello status quo può essere paradossalmente la minaccia peggiore. La vera responsabilità, gravissima, di troppi miopi amministratori dell’esistente e fautori della realpolitik ad oltranza è stata, semmai, quella di aver badato troppo alla geopolitica ignorando quasi del tutto il fattore umano. Quello, per capirsi, che di tanto in tanto spinge i popoli a riprendere in mano le sorti dei propri destini.

 La perplessità più forte dimora nel ritardo con cui è arrivato il via libera alla risoluzione definitiva della comunità internazionale. Speriamo che la cosa non arrechi soverchi, ulteriori danni

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5 Risposte to “Alea iacta est”

  1. Quello che lascia maggiormente perplessi è l’atteggiamento di sudditanza di buona parte dell’Europa, negli anni. Capisco che la posta in gioco è molto alta, ma perchè non lasciare i popoli “liberi” di provare a riappropriarsi delle sorti dei propri destini?

  2. Colossale errore, che ci costerà molto molto caro. Non si poteva fare peggio. Per quanto riguarda l’Italia, ulteriore dimostrazione di ignoranza, stupidità e cecità da parte dei nostri governanti. Di qualsiasi “colore” siano, sono di una pochezza abissale. E, come tutte le nullità, nella smania di partecipare ed apparire portano il paese al disastro.La francese Total Fina subentrerà all’italiana Eni. Via Gheddafi, la Francia avrà maggior influenza sul Ciad, paese confinante con la Libia e ricchissimo di minerali rari e da lungo tempo nel mirino francese. Ovviamente con l’appoggio disinteressato di GB ed USA. Per l’interesse di questi, non certo nell’interesse del popolo libico, si é spacciata una sommossa tribale per una guerra civile. Conoscendo la Libia, mai avrei potuto immaginari una campagna di mistificazione e disinformazione di tale portata.
    Risultato; nella peggiore ipotesi il caos totale. Caos che rapidamente si estenderà a macchia d’olio in tutto il continente e forse oltre.
    Nell’ ipotesi migliore, ma comunque assolutamente dolorosa per noi, Russia e Cina faranno valere il loro peso e diventeranno a tutti gli effetti gli unici partenr commerciali della Libia.

  3. lafayette70 Says:

    Eh sì perchè,evidentemente, l’interesse del popolo libico sarebbe quello di continuare a farsi massacrare da un dittatore sanguinario fratello di latte dell’ottimo Saddam

  4. lafayette70 Dice evidentemente senza esserci andato,senza esserci vissuto, senza ever mai visto e toccato una realtà molto diversa da quanto propagandato. Bravo, continua ad abbeverarti alla fonte di certe verità.
    Con tali caratteristiche, potresti a pieno titolo far parte dela nostre cosche politiche, dove titolo preferenziale é: non essere mai amdati da nessuna parte e non aver mai visto niente.

  5. lafayette70 Says:

    …e meno male che ci sei tu a pontificare sull’universo mondo, Signor so tutto io!

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