L’Imminenza dell’Ignoto

Uno dei momenti più difficile della recente storia portoghese. Così,senza mezzi termini, la stampa lusitana commenta la caduta del Governo di José Socrates, affondato da una mozione di sfiducia congiunta delle opposizioni.

Dal settembre 2009, data delle ultime elezioni, l’Esecutivo non godeva, in realtà, di una maggioranza e doveva appoggiarsi ai socialdemocratici, principale partito del centro-destra per far passare molti provvedimenti legislativi. Non ultimi quelli imposti dall’ Unione Europea per puntellare la fragile economia del paese.

 Ma dopo 3 successive stazioni della via crucis finanziaria, il PSD ha deciso di togliere l’appoggio non lasciando al premier in carica nessun’altra alternativa se non quella delle dimissioni e di nuove elezioni legislative convocate entro la fine di maggio. Con la prospettiva sempre più incombente del salvataggio europeo. come già accaduto per Grecia ed Irlanda.

 Socrates ha tentato in ogni modo di scongiurare l’inevitabile convinto della bontà di ricette tradizionali quali il taglio delle spese e l’incremento delle entrate. Ma di questi tempi si tratta di escamotages largamente insufficienti a placare l’inquietudine degli investitori mondiali. Tant’è che il quadro complessivo si è andato vieppiù deteriorando con il passare dei mesi: disoccupazione a due cifre, debito pubblico alle stelle, deficit fuori controllo nonostante le economie messe in atto.

 Sintomatico il fatto che nel giorno delle dimissioni, la BCE abbia messo in seria discussione l’entità del recupero di Lisbona: una furbata in stile greco. I numeri del “risanamento” comunicati a Bruxelles non tenevano conto degli oneri derivati dalla nazionalizzazione di uno dei maggiori istituti di credito e da altre spese non contabilizzate. Risultato, dal 7% di indebitamento annuciato si ritorna ad un più veritiero 8,2. Un’enormità. Nonostante che sia esperito quasi tutto il possibile per tentare di governare la nave in tempesta. Nello specifico oltre all’aumento dell’IVA e della tassa sui redditi più elevati sono stati abbassati  gli stipendi dei dipendenti pubblici dal 3 al 10%  e congelate le pensioni oltre a provvedere alla dismissione di numerosi assets statali. Tutto inutile, a quanto pare e non sono le sole agenzie di rating ad essersene rese conto. Tant’è che la ciambella del bailout è già stata lanciata. Si parla di circa 75 miliardi di Euro, per ora. Ovviamente a prezzo di un commissariamento dell’economia portoghese assai mal digerito dall’opinione pubblica.

 Un tema che renderà la campagna elettorale rovente, ma di cui dovrà farsi carico il vincitore probabile Pedro Passos Coelho. A lui il compito improbo di riuscire dove ha fallito il social-liberista Socrates, ammiratore della third way blairiana e fine conoscitore dell’opera di Fernando Pessoa.

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