Normalizacija

La notizia è clamorosa , ma non così sorprendente come sembrerebbe: Marine le Pen, fresca di un successo numerico, anche se non di eletti, alle elezioni cantonali della scorsa settimana sarà intervistata da un media israeliano, Radio 90 FM.

 Già il quotidiano “Hareetz” , a dire il vero, aveva rotto l’embargo un po’ di mesi fa, ricevendo una replica piuttosto risentita dalla leader del FN agli appunti incalzanti del giornalista.

 Come è noto sulle sorti presenti e future del movimento di estrema destra francese pesa come un macigno la questione dell’antisemitismo conclamato o tollerato di vasta parte della dirigenza, nonchè del fondatore e patriarca Jean-Marie le Pen, padre di Marine. La circolazione di tesi negazioniste della Shoah non ha mai incontrato molta resistenza; anzi, fu proprio il padre padrone a definire, tra l’indignazione generale, la stessa “un dettaglio”. Un’apologia di nazifascismo da far apparire come innocenti bagattelle le nostalgie di altri ducetti dell’Europa in nero e che gli valse un processo penale e la sospensione dal mandato di europarlamentare.

Ma, con il cambio generazionale si intravede un mutamento sostanziale che dovrà essere corroborato da atti ben più impegnativi. In molti, e non senza ragione, subodorano un semplice paludamento per ampliare la portata di una marea elettorale che ha condotto i frontisti dalle secche di pochi anni fa ad un ragguardevole 19-20%.

 Presto , quindi, per ipotizzare una normalizzazione democratica della fiamma e l’abrogazione di quel “Fronte Repubblicano”, omologo del nostro arco costituzionale, baluardo antimissino ai tempi della prima repubblica. Certamente escludere apriori un simile processo non è più argomento di dogma, basti pensare allo sdoganamento di partiti come i liberal-nazionali austriaci  allineati ora su posizioni decisamente più concilianti con Israele. Questo nonostante l’elogio di “alcuni aspetti della politica sociale del terzo reich” tessuto dal defunto capo carismatico del FPO.

Fuor di questione, quindi, un’escursione dalle parti di Gerusalemme sulle orme di Strache, Wilders e degli altri neo-paladino dell’identitarismo occidentale contro l’avanzata islamica? Probabilmente sì, anche se mancano solo 13 mesi alla scelta del nuovo inquilino dell’Eliseo e l’ esperienza, anche recente, ci ha insegnato che i politici francesi possiedono una irrefrenabile passione per l’azzardo…

Il link alla notizia : http://jssnews.com/2011/03/27/jssnews-question-lepen-fn/

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