Pax vobiscum

Si sentiva davvero la mancanza del coro pacifista nell’orchestrina italiana che ha accompagnato l’immortale melodramma della nostra politica estera.

Stavolta, paradossalmente, a sostenere buona parte di quella destra a suo tempo oggetto di velenosissimi strali per l’avventura irachena. Contro la guerra, quindi. Come scandiscono i nostri eroi: “senza se e senza ma”.

Di più: come in un gioco al rilancio, partorito dalla penna felice di qualche poeta satirico, si chiede nientemeno che “l’abolizione di ogni conflitto”. Compresi, sia chiaro, i cosiddetti “interventi umanitari” ed anche, par di capire, la difesa da eventuali aggressioni esterne. Questo è il vero retropensiero sotteso a tanto velleitarismo ideologico. Perchè seguendo un tal filo logico ci saremmo trovati a lasciare indisturbati Saddam a consumare il suo pasto kuwaitiano e i serbi di Bosnia ad epurare l’intera popolazione mussulmana della repubblica multietnica dell’ex-Jugoslavia. Il mio nome è mai più, appunto. Ma andatelo a dire ai parenti degli scomparsi di Srebrenica, ad esempio. E, risalendo a ritroso nel solco dell’ultimo secolo terribile, molti di questi variopinti animatori di cortei avrebbero certamente ripercorse le gesta dei sabotatori che contribuirono a minare la risposta occidentale all’espansionismo armato hitleriano.

 A giustificazione di tanto accanimento le solite argomentazioni trite e ritrite: Perchè proprio lì e non ovunque? Perchè solo adesso? e via discorrendo. Come se gli stati nazionali “democratici”, ormai in grave crisi un po’ ovunque, non trovassero nulla di meglio che scatenare conflitti in giro per il mondo per motivi economici, elettorali ecc. E ben sapendo, piuttosto, che opinioni publiche rese vigili dalle carneficine di due conflagrazioni planetarie reagirebbero protestando, come talvolta hanno fatto, contro un attacco gratuito, offensivo e imperiale.

Nessuna difesa d’ufficio della retorica bellicista cui, troppo lentamente, vanno sostituendosi altri metodi meno cruenti di risoluzione delle controversie internazionali, ma la consapevolezza che la pace e l’ordine vanno difesi con ogni mezzo sopratutto se la minaccia incombente è quella di uno sconvolgimento totale dell’equilibrio globale dalle conseguenze incalcolabili ed imprevedibili.

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2 Risposte to “Pax vobiscum”

  1. per l´economia italiana senza il petrolio di Gheddafi ci saranno grandi guai.

    pero magari si riuscira a guaradare alla propria storia con un po piu di onesta:

    http://strage80bologna.wordpress.com/

  2. lafayette70 Says:

    Probabilmente compenseremo con quello russo e col gas algerino.Sull’auspicio posso dire solo che mi sento di condividerlo, anche se non ho poi grandi speranze che ciò accada

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