Nudi alla meta

Si infiamma, a Barcellona, la questione annosa della possibile indipendenza catalana dal resto della nazione spagnola.

L’autonomismo è , per la verità, una forza politica e culturale da sempre in questa regione situata all’estremità orientale della penisola iberica. E gli automisti sono stati i grandi trionfatori delle recenti elezioni regionali svoltesi pochi mesi fa sbaragliando i partiti “unionisti” e portando Artur Màs alla presidenza della Comunità.

 Il partito di Màs, Convergencia y Uniò, si caratterizza per il suo moderatismo, ma aveva difeso a spada tratta lo Statuto regionale contro il pronunciamento del Tribunale costituzionale spagnolo che aveva bocciato quelle parti dello stesso che prevedevano dei meccanismi istituzionali favorevoli alla separazione consensuale dell’ Estat Català da Madrid. In questo modo Màs aveva fatto razzia di voti radicali separatisti soprattutto pescando nell’elettorato dell’ERC, la sinistra repubblicana da sempre più favorevole alla secessione.

 Quanto ormai pesino i sostenitori di questa opzione è stato dimostrato ictu oculi dalla consultazione referendaria organizzata da un cartello di associazioni catalaniste e denominatosi “Plataforma Barcelona Decideix”. Alle urne improvvisate in tutte le città della regione si sono recati, infatti, poco più di 250000 aventi diritto, una percentuale pari al 18% dell’intero corpo elettorale. Scontata l’affermazione del Sì che ha prevalso con una percentuale superiore al 91%.

 All’organizzazione dell’evento ha partecipato in prima fila il piccolo partito di “Solidaritat catalana per la Independencia”, capace di entrare nel parlamento locale con 3 eletti e la parola d’ordine del referendum per l’autodeterminazione. La seconda mossa dell’astro nascente della politica catalana Joan Laporta, già presidente del Barcellona calcio, è stata l’immediata presentazione di un progetto di legge per raggiungere l’obiettivo agognato.

 A decidere la votazione è stata l’astensione del partito di Màs che ha fatto così pendere la bilancia dalla parte del no. Solo 13 i deputati che si sono pronunciati favorevolmente, i 3 di Laporta ed i 10 dell’ ERC, contrari socialisti e popolari. Ora lo stesso Presidente dovrà però giustificare dinanzi ad una base inquieta le motivazioni di un atteggiamento piuttosto ambiguo e in molti prevedono che non sarà impresa facile.

 Oltretutto, a complicare il cammino di Màs ci si è messa anche la crisi economica che rischia di trascinare la Catalogna verso il dissesto finanziario, nonostante il pesante piano di rientro votato dalla maggioranza di governo appena insediatasi. 

 Una nota di colore  ha accompagnato il dibattito sulla legge: tra la piccola folla di secessionisti assiepati all’ingresso del Parlamento c’era anche la nota pornostar Maria Lapiedra che ha ben pensato di onorare la promessa fatta ai sostenitori della causa presentandosi con una interessante mise molto nature.

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Una Risposta to “Nudi alla meta”

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