In nome di Dio, andatevene!

L’ultima tesi dell’illustrissimo prof De Mattei, vice-Presidente del CNR per grazia di Dio e volontà della nazione, si sarebbe detto un tempo, è che il terremoto di Messina del 1908 sarebbe stato nientemeno che la punizione celeste per l’ateismo ostentato dalla città sicula. Il tutto impunemente riversato nell’etere dai microfoni di Radio Maria, la nota emittente radiofonica pietoso ostello di ogni fregola fondamentalista. Cosa aggiungere a questo scempio dialettico che si consuma sotto troppi occhi ed orecchie disattente? Nulla, se non l’amara constatazione che solamente 16000 persone hanno trovato il tempo di compiere un’operazioncina facile e gratutita: chiedere l’allontanamento di un siffato energumeno pseudo-spirituale dal posto in cui è stato improvvidamente collocato dagli attuali governanti.Semplicemente sottoscrivendo uno degli infiniti appelli in rete cui di solito il tam-tam mediatico fornisce un formidabile propellente. Questo accade  quando, invece, qualsiasi altra mobilitazione raccoglie in un batter d’occhio milioni di adepti entusiasti pronti a battersi contro nemici alle volte immaginari. Segno dei tempi.

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