Prediche inutili

Cercare di tenere insieme il vecchio mondo operaio(la FIOM),l’esercito crescente dei lavoratori atipici, ormai universalmente battezzati coll’appellativo di precari e il rutilante e fazioso milieu della cultura ufficiale e del sottobosco televisivo sinistrorso. Questa missione si era riproposto l’altra sera Michele Santoro con la sua kermesse multimediale ospitata nell’ambito della manifestazione bolognese. Diciamo che,per il momento almeno, l’impresa è riuscita e non poteva essere altrimenti. Il vento dell’antiberlusconismo trionfante nell’urna referendaria spira così forte che anche un populismo uguale e contrario riesce a trarne un profitto pieno ed immediato. E allora l’obiettivo è ancora lui, il grande sconfitto di questa primavera assieme al suo sodale padano Bossi ed ai ministri di un esecutivo sempre più impopolare, in testa l’onnipresente Brunetta. Non importa se poi i soliti noti si mettono a sciorinare una cantilena stucchevole degna di una piazzata di quart’ordine con nell’ordine: la difesa del carrozzone RAI e del suo balzello odioso chiamato canone, una chiamata alle armi per il nuovo fronte popolare composto dai garantiti di sempre e da quelli che proprio in grazia di quelle garanzie son costretti a sbarcare il lunario con 500-600 euro al mese e, dulcis in fundo il leaderismo catodico, degno surrogato arcoriano, di cui Santoro, Dandini e Benigni, assieme all’icona del nulla, tal Celentano, sono i campioni indiscussi. Bersaglio di tutta la serata, dicevo, oltre all’orco declinante, i fantasmi di sempre di ogni accozzaglia post e neo-comunista di sinistra e anche di destra: il capitalismo, la libera impresa (non la FIAT, certo) e la libertà individuale, quella economica in primis. Per contrappunto abbiamo la sguaiata esaltazione di tutto quello che ci sta conducendo ad un fallimento epocale: le mille ed una notte della redistribuzione della ricchezza, dell’uguaglianza, dei diritti intangibili, meglio se a spese altrui come insegna Bastiat. L’Italia migliore, è stata definita con il consueto narcisismo delle vere classi dominanti del paese. Proprio in ossequio a quello stato etico teorizzato un po’ di tempo fa da quel Giovanni Gentile, filosofo conservatore e poi fascista, assassinato dai suoi eredi spirituali. Ma , rimosso lo spaventapasseri berlusconiano, perchè di questo si è sostanziato l’ultimo ventennio politico, lorsignori si troveranno innanzi tutte le contraddizioni che agitano un sistema monolitico perchè basato sul consenso generale. Che, fortunatamente, sta venendo giù come la cartapesta di cui è costruito.

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2 Risposte to “Prediche inutili”

  1. Raffaele Says:

    Bell’articolo, grande!

  2. lafayette70 Says:

    Grazie! Restiamo in contatto 😉

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