Finalmente un piano!

Riprendo dal blog “Freedonia” dell’amico Johnny Cloaca questa traduzione di un interessante pezzo di Mark Thornton sulle prospettive e le possibili ricette per l’uscita dalla drammatica crisi finanziaria che stiamo vivendo:

IL PIANO LEHMAN BROTHERS

Le persone di solito mi chiedono: “Cosa pensi che avrebbe dovuto fare il governo al posto del QE?” La mia risposta di riserva é che il governo non avrebbe dovuto provare a combattere la depressione con la spesa di governo ed il credito a basso costo. Provare a fermare la correzione, da parte del mercato, degli errori del passato ritarda solo le conseguenze e le rende peggiori.

Il governo dovrebbe bilanciare il suo budget. Non ci dovrebbe essere nessun’altra espansione del credito da parte della Federal Reserve. Più importante, il governo non dovrebbe immischiarsi nei mercati per tentare di addolcire le conseguenze della correzione. Nello specifico ciò vuol dire niente salvataggi, niente pacchetti di stimolo, o niente nuovi progetti di lavori pubblici. Non sorreggere i salari. Permettere alla competizione di abbassare i prezzi della terra, del lavoro e del capitale. I soli passi positivi che il governo dovrebbe operare sono tagliare la spesa e le tasse, eliminare le regolamentazioni e permettere il libero commercio.

Ora, ho un nome per questa politica. E’ chiamata “Piano Lehman Brothers”, dopo che alla Lehman Brothers, la grande azienda finanziaria di Wall Street, é stato permesso di andare in bancarotta nel settembre 2008. Questo piano si basa nel permettere alle grandi imprese di fallire. Se fosse stato perseguito questo piano fin dall’inizio, avrei qualche dubbio che la crisi sarebbe finita già ora, ma non avremmo aggiunto ulteriore debito a quello esistente.

Henry Lehman entrò in affari nel 1844 con un negozio di tessuti a Montgomery, Alabama. Dopo che i suoi due fratelli si unirono a lui l’anno successivo, rinominarono l’attività Lehman Brothers. Accetavano cotone grezzo in cambio dei loro beni. Ciò incrementò il volume dei loro affari perché le persone avevano più cotone che denaro, e ciò aumentò il loro margine di profitto perché fecero soldi vendendo i loro beni, e poi fecero più denaro vendendo il cotone. In seguito aprirono un ufficio a New York e crearono la New York Cotton Exchange nel 1870. In seguito entrarono nella Borsa di New York ed incorporarono compagnie come Sears, Macy’s, B.F. Goodrich, Woolworth’s e Studebaker vendendo azioni sull’offerta pubblica iniziale. Fu una grande storia di successo americano proveniente dagli Stati del sud.

Sfortunatamente all’inizio del ventunesimo secolo, la Lehman Brothers era pesantemente coinvolta nel mercato dei mutui sub-prime ed anche se ne uscì velocemente per andare verso nuova spazzatura, ancora deteneva nei propri libri grandi quantità di titoli di bassa qualità e ad alto rischio. E’ rimasta con un pugno di mosche in mano. E’ andata in bancarotta, i suoi asset venduti ad altre imprese per adempiere agli obblighi della compagnia verso i creditori. Questi ricevettero indietro una parte del loro denaro, ma non incapparono in perdite. I clienti rimasero ampiamente indenni, eccetto da quelle perdite sostenute in generale nel mercato. I grandi perdenti sono stati gli azionisti, sopportando la maggior parte del dolore insieme a coloro che gestivano la Lehman Brothers — le stesse persone che hanno fatto tonnellate di denaro durante il boom. Il mondo non finisce qui.

A questo punto un economista mainstream si lamenterà che se si permettesse la liquidazione, risulterebbe in un contagio e in una deflazione galoppante, e l’economia entrerebbe in un buco nero. Diamo uno sguardo al ruolo della deflazione durante una crisi.

Primo, in deflazione i prezzi dei beni capitali diminuiscono drasticamente. Ciò accade inizialmente con i prezzi delle azioni in brusca caduta, ma infine anche i prezzi di uffici, magazzini, negozi al dettaglio, ecc. cadono.

Secondo, il prezzo del lavoro cadrà mentre il tasso di disoccupazione aumenterà. I saggi salariali saranno in un certo senso “vischiosi” se paragonati ai prezzi delle azioni ed ai tassi di leasing per spazi commerciali, ma anch’essi tenderanno a diminuire in termini reali se non sono sostenuti dall’intervento del governo e dall’indennità di disoccupazione.

Terzo, anche i prezzi dei beni al consumo cadranno — ma non tanto. La domanda per beni di consumo non sarà elastica. Cose come il latte, la farina, il tabacco, l’elettricità, l’asilo nido e le applicazioni per l’iPhone hanno quello che gli economisti chiamano “domanda non elastica rispetto alle entrate”, perché non si cambia la loro quantità acquistata anche quando le proprie entrate aumentano o diminuiscono. In passato, per esempio, la quantità richiesta di margarina aumentò quando le nostre entrate scesero.

Ciò vuol dire che in un processo correttivo deflazionistico, i prezzi della terra, dei beni capitali, delle merci e del lavoro scendono in relazione ai beni di consumo. Ciò fornisce opportunità potenziali di profitto per gli imprenditori che acquistano queste risorse altamente deprezzate in modo da realizzare prodotti da vendere al consumatore. In altre parole il processo deflazionistico é più simile ad un assorbitore di shock che ad un buco nero immaginato dagli economisti mainstream.

Non solo emergono opportunità di profitto, ma le opportunità di un lavoro salariato sono più scarse e meno attrenti. Entrambe le cose incoraggiano il comportamento dell’imprenditore, e ciò é un fattore chiave in un qualsiasi processo correttivo di ripresa.

Seguendo il piano Lehman Brothers si avrà una contrazione delle attività generate dalla bolla ed un’espansione delle attività generate dal consumatore. Il risparmio aumenterà in relazione al consumo. Le grandi imprese si restringeranno oppure andranno in bancarotta, mentre le piccole imprese si espanderanno e cattureranno il resto del mercato. Le nuove imprese saranno iniziate per trarre vantaggio dalle opportunità di profitto — e per rispondere alla mancanza di opportunità di occupazione. E’ un fatto ben conosciuto che le piccole imprese creano la maggior parte dei lavori — tuttavia, quello che non é ben conosciuto é che le nuove piccole imprese creano la maggior parte dei lavori.

Ricordate che durante la mini-depressione del 1980-1982, Paul Volcker alzò il tasso dei fondi federali al 20%, facendo terminare la stagflazione degli anni settanta ed entrando in uno dei periodi più prosperi della storia americana. Questo periodo fornì anche un ricco ambiente economico con risorse a basso costo da cui la Microsoft trasse vantaggio per divenire un’azienda di enorme successo nel mercato del PC. Da notare anche che il tracollo tecnologico ha fornito lo stesso ambiente per Google da cui trarre vantaggio in modo da divenire il re del mercato delle ricerche.

L’approccio Bernanke/Bush/Obama avrà come conseguenza solo miseria ed un debito del governo in crescita. Il piano Lehman Brothers ribilancerebbe i piatti della bilancia tra il gatto grasso rappresentato dalle corporazioni “troppo grandi per fallire” e gli imprenditori che ci aiuterebbero a formare il nostro futuro.

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