Il male è meglio del peggio

L’ultimo editoriale di Francesco Carbone su Usemlab.com: il tetto del debito americano, il ciclo economico, il pericolo iperinflazione, la speculazione e il peso insostenibile delle info-balle:

Per una settimana mi sono divertito a leggere sugli incartapesce disponibili in spiaggia le cronache e i commenti alla seconda ondata di “attacchi speculativi” contro l’Italia. Incredibilmente quasi tutti i giornal(ett)isti attribuivano i problemi sul mercato italiano alla questione del debito americano. Davvero da ridere, un articolo più spassoso dell’altro.

Forse si sono messi tutti d’accordo, forse hanno solamente eseguito gli ordini impartiti dal regime, oppure semplicemente è così che funziona l’informazione: il primo imbecille con buona credibilità che dice una cosa viene imitato da tutti quanti fino a che la sua stupidaggine diventa opinione comune e largamente accettata.

Insomma mi sono ritrovato a leggere decine di editoriali che scaricavano le colpe della nuova caduta dei titoli italiani e della nostra borsa alla pagliacciata imbastita oltreceano dagli americani, in realtà finora ininfluente per i mercati mondiali e a maggior ragione per quelli italiani.

Il tira e molla sul debito americano è stato davvero una buffonata totale. Se fosse stato minimamente influente sui mercati non avremmo avuto l’sp500 ancora in zona 1300 sopra tutte le medie, ma ben al di sotto, magari in zona 1150, e oggi ci sarebbe stato relief really (rally di sollievo) veramente significativo, anzi che l’ennesimo gatto morto di cui oramai, dopo decine di rimbalzi, non è rimasta che una carcassa in decomposizione.

I burocrati o pianificatori centrali che gestiscono i sistemi economici possono alzare il debito quanto vogliono, possono creare tutti i super fondi salva stati che vogliono, possono cercare di mantenere tutti gli aspetti formali che vogliono, possono raccontarla come vogliono, ma a questo punto non possono più cambiare la sostanza delle cose e cioè che questi due grossi agglomerati economici sono falliti.

Si forse non avete letto bene, lo ripeto: la verità è che sia gli Usa che l’Europa sono falliti. I burocrati non possono più farci niente! Dollaro ed Euro sono oramai le valute in fallimento di due agglomerati economici in bancarotta. I banchieri che gestiscono in maniera centralizzata gli agglomerati monetari utilizzati in queste due aree economiche non possono farci niente! Così come non possono farci niente i poveri banchieri centrali delle altre nazioni del pianeta.

Il forex, il mercato valutario, ci sta dicendo proprio questo. Basta saper leggere i numeri e ignorare le idiozie che ci propinano i media. Passi il franco svizzero considerato valuta rifugio e in tal senso percepito più sicuro e più liquido anche dell’oro (ahahah ahahah), ma vi siete chiesti perchè lo yen sta facendo nuovi record contro dollaro? Lo yen, la valuta di un’altro paese fallito ancora da più lungo tempo! Neanche il devastante terremoto di marzo è riuscito a fornire alla banca centrale giapponese sufficienti scuse e cartucce da sparare sulla propria valuta per cercare di svalutarla contro dollaro.

La verità è che i flussi in uscita da Euro e Dollaro sono semplicemente troppo forti. Nessuna banca centrale del pianeta (tranne per ora quella cinese) può riuscire a impedire che la propria divisa si apprezzi nei confronti di queste due valute. In teoria potrebbero, perchè come spiega anche Bagus nel libro La Tragedia dell’Euro, una banca centrale trova un limite nei tentativi di difendere la propria divisa dal deprezzamento non nel cercare di ostacolarne l’apprezzamento verso altre valute.

Per impedire il deprezzamento infatti deve acquistare la propria divisa vendendo e bruciando riserve valutarie (che sono limitate). Invece per impedire l’apprezzamento basta stampare la propria divisa nazionale con la quale andare a comprare valute straniere, e in teoria ciò può essere fatto senza limiti.

Il problema però sta proprio qua, nel passaggio dalla teoria alla pratica: di fatto per impedire l’apprezzamento del franco svizzero la cui quantità al confronto delle masse di EUR e USD è ridicola, la banca centrale svizzera dovrebbe stampare talmente tanti franchi da mettere a rischio la stabilità monetaria del proprio paese. Stessa cosa per il Giappone. Quindi le banche centrali di questi paesi provano verbalmente a condizionare gli operatori, ogni tanto intervengono sul mercato, ma i flussi sono più forti di ogni loro parola e di ogni loro azione. Ostacolarli richiederebbe davvero stampare una valanga di denaro con ripercussioni devastanti all’interno del paese.

Prima o poi in qualche modo però la situazione troverà uno sfogo. Se la Svizzera è un porto sicuro anche dal punto di vista della proprietà privata, e tutto sommato può reggere ancora ulteriori apprezzamenti della propria divisa, il Giappone presto o tardi si troverà nei guai dando il via, secondo me, a qualche sorta di reazione a catena. Tutti gli altri paesi del mondo sono infatti nella stessa situazione: per impedire l’apprezzamento delle proprie valute contro Dollaro ed Euro stanno alimentando bolle speculative in serie all’interno delle proprie economie. La Cina, ad esempio, per impedire l’apprezzamento dello YUAN ha letteralmente fatto crescere e continua ad alimentare una economia totalmente drogata che rischia adesso un collasso davvero spettacolare. Nelle stesse condizioni si trova anche il Brasile.

La dinamica monetaria espansionistica, originata dalla FED e dalla BCE per nascondere il fallimento di USA ed Europa, sta di fatto travolgendo tutte le banche centrali del pianeta. Quando arriverà al limite, partirà quello Tsunami o shock di prezzo che i burocrati da anni stanno cercando di rimandare con il solo risultato di peggiorare le cose. Gli effetti che emergeranno saranno tremendi. Più a lungo i burocrati riescono ad impedire e ad ostacolare il funzionamento dei mercati, ignorando la sostanza dei fatti, più la cosa sarà devastante. E’ per questo motivo che ogni giorno, da diversi anni, mi auguro: the sooner the better: prima succede meglio è per tutti.

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