Schifezze bipartisan

Ottima nota di Elisa Serafini sulla demenziale e liberticida legge sulla “nuova disciplina del prezzo dei libri”. Nuova ma con fetore da ventennio:

Dopo il decreto che istituisce quote rosa obbligatorie nei cda, un’altra legge liberticida si appresta a calpestare diritti e libertà delle imprese che operano nel Belpaese.

Si tratta della legge 27 Luglio 2011 n.128 “Nuova disciplina del prezzo dei libri” proposto dall’on. Riccardo Franco Levi (PD), cofirmato da Mazzucca (PDL), e votato da tutti, con buona pace delle lobby italiote delle piccole librerie e della casta dei professori universitari. Il decreto prevede tetti e limiti a sconti applicati ai libri in vendita. Si tratta del 15% massimo di sconto e di un periodo max di 30 giorni per proporre offerte speciali ai consumatori. Come mai questo e come mai adesso? Beh, potrebbe trattarsi di una coincidenza, ma la recente apertura della filiale italiana di Amazon.it fornirebbe una plausibile spiegazione.

Il colosso Amazon è leader mondiale nella vendita on-line: dischi, tecnologia, ma soprattutto libri. Per rendere l’idea, negli Stati Uniti non esiste matricola che non acquisti su Amazon e non esiste professore che non consigli l’abbonamento “studente” (che prevede consegne gratis in tempi record). Il sito è in grado di offrire anche centinaia di offerte per lo stesso titolo, con sconti considerevoli a seconda del momento in cui lo si visita (fino al 70%) e libri usati a prezzi imbattibili (persino a 1$). Una vera e propria manna dal cielo per gli squattrinati studentelli. Amazon, sfidando ogni consiglio degli indici di libertà economica del mondo (ultimo quello della Heritage Foundation che pone l’Italia all’ 87esimo posto sotto Burkina Faso e Kazhakistan), decide di aprire una filiale nel “Belpaese”. Un’azienda straniera, ad alto contenuto tecnologico, si era coraggiosamente dimostrata pronta a investire, fare ricerca e assumere in Italia.

Prevedibili le reazioni: tra studenti e consumatori al settimo cielo, e lobby italiote dell’inefficienza disperate. Ed ecco cosa resta da fare ai nostri parlamentari, ormai gemellati con Pyongyang: una legge salvacasta “ad librum” per ostacolare la cattiva new entry e salvare casse e scontrini di chi non è riuscito ad adattarsi ad un mercato in continuo cambiamento. La lezione? Per uscire dalla crisi la soluzione tutta italiana è: uccidi il business in crescita, e continua a somministrare palliativi a quello sul letto di morte, sempre sperando che, contribuenti e consumatori, siano distratti dalle vacanze.

 

Elisa Serafini

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