La Virtù dell’egoismo

La questione dell’assetto istituzionale tedesco, rimasta per decenni latente, rischia di fare il proprio deflagrante ingresso nel dibattito politico della BundesRepublik con ripercussioni  forse imprevedibili. Mentre la coalizione popolar-liberale della Cancelliera Merkel, in crescente difficoltà, si appresta a cercare una riconferma piuttosto problematica nelle ormai prossime elezioni legislative, fissate per l’autunno del prossimo anno, irrompono, infatti, sulla scena le insoddisfazioni dei Laender più ricchi nei confronti del meccanismo di perequazione finanziario che redistribuisce, per via statale, parte non trascurabile delle risorse fiscali raccolte a livello locale. Nella fattispecie ammonta alla bellezza di 7 miliardi di Euro annui il salasso che grava su Baviera, Baden-Wurttemberg, Assia e la Città-Stato di Amburgo, necessario per far quadrare i conti delle altre 12 entità statali tedesche. Mentre ad ovest la percentuale dell’aiuto non supera livelli tutto sommato accettabili, non altrettanto si può affermare per i territori dell’ex-DDR e per la capitale Berlino che usufruiscono di una “mancia” vicina ai 6 miliardi con la città-simbolo della vecchia (e nuova) Germania a ricoprire il ruolo della principale beneficiaria di tutta l’operazione con i “suoi” quasi 3 miliardi. Sembrano venire al pettine, se le cose procederanno come si intuisce dagli avvenimenti delle ultime settimane, tutti i nodi trascurati al tempo della frettolosa riunificazione del paese. L’insofferenza per la svolta assistenzialista del federalismo tedesco, un tempo additato come un grande miracolo di ingegneria costituzionale, potrebbe sfociare in un contenzioso legale senza precedenti al punto da minare le basi di un edificio sinora solidissimo? Difficile prevederlo. Ma le prime schermaglie di una certa importanza paiono davvero poco incoraggianti per i custodi dello status quo. La protesta delle 4 province citate giungerà, nientemeno, ad investire la massima autorità giudiziaria repubblicana, il Tribunale costituzionale, con un ricorso mirante a ricondurre lo Stato centrale ad una più equa condivisione degli oneri di una convivenza sociale tra le proprie diverse componenti. L’intenzione è quella di addivenire alla stipula di un vero e proprio “patto fiscale” tra centro e periferia sul modello di quello in vigore tra Spagna e Catalogna. In caso ciò non accadesse, i “rivoltosi” si riserverebbero non meglio specificate forme di ritorsione. Sicuramente uno spauracchio evocato, a bella posta, per intimorire l’avversario in una trattativa che si preannuncia lunga e defatigante. Ma che in un luogo come la Baviera ,dove l’istinto separatista cova sotto la cenere ed i fasti dell’antica ed orgogliosa autonomia non sono stati dimenticati, inizia a riconfortare i mai del tutto domati fautori della “Bayerische spezifitaet”

Pubblicato su “L’Indipendenza”  http://www.lindipendenza.com/federalismo-tedesco/

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