Il Complotto di Edipo

Der Spiegel, forse il più conosciuto fra i settimanali tedeschi, stavolta l’ha combinata davvero grossa. Non si può dire, infatti, che la rivelazione di un vero e proprio complotto contro il leader socialista francese François Hollande, sfidante di Sarkozy e probabile vincitore nelle oramai imminenti elezioni presidenziali, abbia contribuito a svelenire le tossine del duro confronto in atto nella babele europea per tentare di arginare le conseguenze nefaste della grave crisi finanziaria in atto. Alla base della “congiura” tra i governanti conservatori del continente, Merkel, Rajoy, Cameron e, guarda un po’, Mario Monti è il timore che il candidato della gauche all’Eliseo metta in atto quanto promesso, forse un tantino frettolosamente a dire il vero, in campagna elettorale: nientemeno che la modifica dell’accordo fiscale a fatica raggiunto dall’UE pochi giorni orsono. Non una bazzecola, se corrispondesse al vero, ma uno tsunami foriero di sconquassi politico-economici di portata epocale. Probabile, almeno questa l’impressione di chi scrive, che si tratti di una boutade, una sparata per tranquillare i tanti inquieti della stretta rigorista che inizia a far sentire la propria morsa anche oltralpe e per assumere quel taglio decisionista finora piuttosto impalpabile. Ma intanto il trionfatore delle primarie socialiste è andato incontro ad una serie di vicissitudini grottesche che ne hanno fatto una sorta di paria nella comunità dei capi di governo mondiale. Nessuno si è, infatti, degnato di incontrarlo, foss’anche un usciere o qualche velinaro ufficiale dei palazzi che contano.Il lato più esilarante di tutta la vicenda, che ha davvero il respiro ed il sapore di un vaudeville d’altri tempi, è il florilegio di dichiarazioni imbarazzate rilasciate dagli autori della conventio ad excludendum nei confronti di questo grigio burocrate trattato alla stregua di un pericoloso sovversivo. Tutti, dalla Cancelliera tedesca al Premier inglese al neo-investito Primo ministro spagnolo hanno negato qualsiasi loro coinvolgimento nella manovra segreta. Questo mentre tra Londra e Parigi è in pieno corso la spartizione del bottino dell’avventura libica e allorquando la corrispondenza d’amori sensi tra Sarkò e Frau Merkel è divenuta di pubblico dominio con l’endorsement della seconda a Monsieur le Président nel suo difficile tentativo di assicurarsi un secondo quinquennato. La palma d’oro per la migliore interpretazione non poteva che andare all’ineffabile Mario Monti: qualche portavoce, o chi per lui, si è incaricato di rilasciare una dichiarazione surreale almeno quanto un quadro di Magritte: “Il Presidente del Consiglio Mario Monti non è affiliato ad alcun partito politico e si guarda bene dall’interessarsi alla politica italiana ed ancor meno a quella estera”. Degna presentazione per uno di quei polpettoni fantascientifici tanto in voga negli anni ’50. Titolo:il tecnico venuto dall’iperspazio

Pubblicato su L’Indipendenza:  http://www.lindipendenza.com/monti-hollande-europa/

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