Voto tra le rovine

Arriva anche in Sardegna l’onda lunga del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Già ne ho fatto ampio cenno nell’articolo di presentazione del test elettorale svoltosi tra domenica e lunedì nell’isola. Grande clamore per la comparsata del comico, come suo solito piuttosto carico nei toni ed ammiccante al crescente sentimento sovranista locale. Mancava, dunque, solo la sanzione numerica ad un successo annunciato. E successo è stato ,anche se non nelle proporzioni raggiunte in alcune regioni del nord Italia, segnatamente Emilia-Romagna e Veneto, il mese scorso. I grillini fanno il proprio ingresso nei consigli comunali di Alghero e Quartucciu, in provincia di Cagliari. Nel primo centro, dove andranno al ballottaggio i candidati di centro-destra e centro-destra separati da un distacco risicato, l’aspirante Sindaco Giorgia di Stefano conquista poco meno del 10% dei consensi risultando eletta e determinante nello scontro che si consumerà da qui a due settimane. A Quartucciu la percentuale del Cinque Stelle cresce per arrivare attorno al 15%, sufficiente  per garantire  anche in questo caso una poltrona nell’assise del posto. Vedremo quali saranno le proposte che verranno messe in cantiere per rispondere ad una crisi drammatica del tessuto sociale palesatasi negli ultimi mesi e giunta al punto di non ritorno. Ad Oristano, capoluogo di provincia e centro più rappresentativo al voto, il PDL , diviso tra due cavalli incassa una sonora bocciatura e, a disputarsi la fascia di primo cittadino saranno il democratico Tendas ed il centrista Uras. Altrove, il partito di Alfano e del Governatore sardo Ugo Cappellacci regge meglio.Magrissima consolazione dopo il tracollo nazionale di maggio nel voto amministrativo continentale. Ad uscire bene dalla competizione è sicuramente l’UDC che conquista  10 dei 64 sindaci in ballo compresa la riconferma a Selargius in alleanza con il centro-destra. Gli indipendentisti, dal canto loro, schieravano un candidato ad Oristano, Pierluigi Annis che capeggiava una lista dal nome Aristanis Noa: risultato discreto con il 4 e passa per cento al candidato e quasi il 3 alla lista, ma niente eletto. Chissà, non tutti i mali vengono per nuocere, forse, visto lo scarso successo della strategia “entrista”. Un eccesso di cinismo, da parte di chi scrive? Probabile, ma ripensando alla bocciatura del referendum consultivo di Doddore Meloni da parte dell’assemblea regionale qualche dubbio ammetterete che nasca legittimo. Ma visto che si è presentata l’occasione di citare questo sommo aeropago della democrazia sarda, quali saranno le ricadute del voto sull’attività amministrativa che pare voler proseguire ad oltranza nonostante lo sfascio acclarato? Per ora  tempesta perfetta in un bicchiere di plastica e poco più. Il Partito Sardo d’Azione, in maggioranza ma convertitosi di recente ad un indipendentismo “gradualista” minaccia l’uscita dalla giunta per la gestione dell’affare nomine agli enti pubblici che definire scandalosa sarebbe un complimento. Anche se accadesse Cappellacci potrebbe continuare a sedere al timone sia pure con solamente due seggi in più delle opposizioni. Tempi ancor più cupi si annunciano , insomma, per la terra dei quattro mori. Certo che se l’alternativa a questo astuto proconsole berlusconiano si chiama Renato Soru, allora sì che è davvero il caso di farsi due conti in tasca e scegliere la strada più impervia, ma l’unica con qualche speranza di riuscita: la navigazione in mare aperto…

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