Archive for the Politica interna Category

Voto tra le rovine

Posted in Politica interna on giugno 12, 2012 by lafayette70

Arriva anche in Sardegna l’onda lunga del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Già ne ho fatto ampio cenno nell’articolo di presentazione del test elettorale svoltosi tra domenica e lunedì nell’isola. Grande clamore per la comparsata del comico, come suo solito piuttosto carico nei toni ed ammiccante al crescente sentimento sovranista locale. Mancava, dunque, solo la sanzione numerica ad un successo annunciato. E successo è stato ,anche se non nelle proporzioni raggiunte in alcune regioni del nord Italia, segnatamente Emilia-Romagna e Veneto, il mese scorso. I grillini fanno il proprio ingresso nei consigli comunali di Alghero e Quartucciu, in provincia di Cagliari. Nel primo centro, dove andranno al ballottaggio i candidati di centro-destra e centro-destra separati da un distacco risicato, l’aspirante Sindaco Giorgia di Stefano conquista poco meno del 10% dei consensi risultando eletta e determinante nello scontro che si consumerà da qui a due settimane. A Quartucciu la percentuale del Cinque Stelle cresce per arrivare attorno al 15%, sufficiente  per garantire  anche in questo caso una poltrona nell’assise del posto. Vedremo quali saranno le proposte che verranno messe in cantiere per rispondere ad una crisi drammatica del tessuto sociale palesatasi negli ultimi mesi e giunta al punto di non ritorno. Ad Oristano, capoluogo di provincia e centro più rappresentativo al voto, il PDL , diviso tra due cavalli incassa una sonora bocciatura e, a disputarsi la fascia di primo cittadino saranno il democratico Tendas ed il centrista Uras. Altrove, il partito di Alfano e del Governatore sardo Ugo Cappellacci regge meglio.Magrissima consolazione dopo il tracollo nazionale di maggio nel voto amministrativo continentale. Ad uscire bene dalla competizione è sicuramente l’UDC che conquista  10 dei 64 sindaci in ballo compresa la riconferma a Selargius in alleanza con il centro-destra. Gli indipendentisti, dal canto loro, schieravano un candidato ad Oristano, Pierluigi Annis che capeggiava una lista dal nome Aristanis Noa: risultato discreto con il 4 e passa per cento al candidato e quasi il 3 alla lista, ma niente eletto. Chissà, non tutti i mali vengono per nuocere, forse, visto lo scarso successo della strategia “entrista”. Un eccesso di cinismo, da parte di chi scrive? Probabile, ma ripensando alla bocciatura del referendum consultivo di Doddore Meloni da parte dell’assemblea regionale qualche dubbio ammetterete che nasca legittimo. Ma visto che si è presentata l’occasione di citare questo sommo aeropago della democrazia sarda, quali saranno le ricadute del voto sull’attività amministrativa che pare voler proseguire ad oltranza nonostante lo sfascio acclarato? Per ora  tempesta perfetta in un bicchiere di plastica e poco più. Il Partito Sardo d’Azione, in maggioranza ma convertitosi di recente ad un indipendentismo “gradualista” minaccia l’uscita dalla giunta per la gestione dell’affare nomine agli enti pubblici che definire scandalosa sarebbe un complimento. Anche se accadesse Cappellacci potrebbe continuare a sedere al timone sia pure con solamente due seggi in più delle opposizioni. Tempi ancor più cupi si annunciano , insomma, per la terra dei quattro mori. Certo che se l’alternativa a questo astuto proconsole berlusconiano si chiama Renato Soru, allora sì che è davvero il caso di farsi due conti in tasca e scegliere la strada più impervia, ma l’unica con qualche speranza di riuscita: la navigazione in mare aperto…

Il nuovo che ci avanza

Posted in Politica interna with tags , , , , on ottobre 30, 2011 by lafayette70

La produzione di aria fritta, giova sempre ricordarlo, costituisce una delle principali attività di coloro che in questa appendice di continente decidano di consacrare la propria altrimenti fallimentare esistenza al mondo dorato e putrido della politica. L’ammaestramento inizia sin dalla giovane età ovvero dagli anni preziosi dell’apprendistato alla vita trasformato in un incubo  dal cretinismo di un sistema gerarchizzato e burocratico. Ci siamo passati più o meno tutti, almeno gran parte di quelli che hanno avuta la ventura di frequentare una scuola superiore o un ateneo italiano dopo l’ubriacatura sessantottina. Intendiamoci: esiste una letteratura enorme e consolidata sul fatto che anche prima l’istituzione possedesse tutti i crismi dell’inutilità, ma perlomeno la pestilenza di un preteso impegno civico non aveva ancora fatto il solenne ingresso attraverso tutta quella pletora di organismi di rappresentanza democratica che han finito, come nell’ordine logico delle cose, per rappresentare unicamente le velleità dei carrieristi allevati amorevolmente dai boss di partito. Una sorta di versione moderna dei famigerati littoriali fascisti, insomma. Questi pensieri, ed altri che per decenza converrà tacere, si affacciano alla mente cercando di analizzare con un po’ di lucidità gli epifenomeni ed i cascami di un regime agonizzante che riesce, tuttavia, a trascinare nell’abisso con sè un paese refrattario a qualsivoglia anticorpo liberale. Prendiamo, a mo’ di esempio, lo straordinario talento esercitato dall’apparato di potere nel rinnovarsi periodicamente proponendo sedicenti riformismi e nuove confezioni nelle quali impacchettare il medesimo prodotto stantìo di sempre. Successe quasi un ventennio fa con il “grande miracolo italiano” berlusconiano, poi ripreso in tutte le salse  dal medesimo promotore, accade ora con rottamatori e nuova sinistra vendoliana. Facce diverse del prisma corporativista nazionale, maschere nude in una recita perennemente identica. Nulla più.

Le Maschere di cera

Posted in Politica interna with tags , , , , , , on settembre 3, 2011 by lafayette70

Pare proprio che nel 2013 B. sia di nuovo il candidato Premier di una delle due gambe incancrenite che adornano il senescente panorama politico italico. La fonte il neo-eletto (per acclamazione) segretario del PDL, Alfano. Non che dubitassi granchè, per la verità: troppi segnali congiuravano in questa deprecabile direzione. Se passiamo sull’altro fronte, per così dire, pare che torni a scaldarsi in panchina l’immarcescibile Prof Prodi, ovvero uno dei principali artefici dello sciagurato matrimonio tra la terra del sì e la moneta unica. Una iattura della quale iniziamo solo ora a scorgere tutto il catastrofico potenziale. Ecco pronto, dunque, un bel duello da Museo delle Cere. L’auspicio che ci sentiamo di formulare, toto corde, è che nessuno fra i contendenti sopravviva (limitandomi, come humanitas impone, al mero dominio della gestione del potere)

L’Amaro calice

Posted in Politica interna with tags , , , on settembre 1, 2011 by lafayette70

Non metteremo più le mani nelle tasche degli italiani. Una presa elettrica sarebbe decisamente meglio.

I Compari

Posted in Politica interna on agosto 30, 2011 by lafayette70

Giustissimo incalzare il Vaticano sulle regalìe e le franchigie che uno stato fellone concede senza sosta nel tentativo patetico e fallimentare di acquistare un credito ed una credibilità che non ha mai avuto. Ed altrettanto giusto, quasi sacrosanto, se l’aggettivo è concesso, lo sberleffo nei riguardi di tanta ostentazione moralistica sciorinata dall’impareggiabile Bagnasco. Come si fa ad intonare la solita geremiade sul pessimo comportamento di politici e uomini comuni con un macigno pesantissimo che continua a gravare sulla coscienza della principale istituzione religiosa italiana? O vogliamo cancellare con un tratto di penna la culpa in vigilando, ad essere indulgenti, nella sordida vicenda degli abusi sui minori consumatisi negli ultimi decenni in quasi ogni angolo dell’ecumene? E poi questa storia dell’evasione tirata fuori come un’ossessione degna di una democrazia popolare d’altri tempi. Mai che i felpati e curiali monsignori spendano una ben tornita frase per denunciare il livello scandalosamente elevato della pressione fiscale e le ruberie spacciate per spesa pubblica. E pensare che alle origini del moderno capitalismo oltre che la Riforma protestante dimora anche una scuola economica di prim’ordine e cattolicissima  come quella di Salamanca che i discepoli di Von Mises riconoscono come propria madrina spirituale. Altri tempi, evidentemente. Ora tocca sorbirsi il balletto osceno allestito dai due attori in commedia: un trono sempre più sommerso di banconote ed un altare ricolmo di ogni sorta di preziosi. Simul stabunt, simul cadent? Difficile dirlo, facile e doveroso augurarlo

Chiarezza

Posted in Politica interna with tags , , , on agosto 21, 2011 by lafayette70

Sarebbe davvero l’ora, in questo paese, che il vero potere reale e solido uscisse dall’empireo istituzionale e la smettesse di delegare il disbrigo delle minutaglie quotidiane a dei governi difatto inesistenti quando non commissariati. Forse chiariremmo definitivamente che il vero problema degli italiani non è tanto la politica quanto lo stato e le sue metastasi che investono ogni singolo aspetto della vita individuale.

Il partito degli esattori

Posted in Politica interna with tags , , , , , , on agosto 9, 2011 by lafayette70

Prove tecniche di guerra civile: così, con un’enfasi nemmeno troppo accentuata, potremmo definire il complesso delle proposte che la CGIL, massimo sindacato italiano, porterà all’ennesimo tavolo di concertazione tra governo e parti sociali previsto per domani a Palazzo Chigi. Il tutto calendarizzato a tempi record per tentare una reazione alla crisi finanziaria internazionale che sta sconvolgendo tutti i mercati mondiali. Naturalmente le ricette vanno quasi tutte nella direzione contraria a qualsiasi barlume di buon senso economico. Tanto per iniziare si chiede un ulteriore inasprimento nella lotta contro l’evasione fiscale: uno spauracchio agitato nel paese che tassa le proprie imprese al 70% e che assiste attonito e rabbioso alle scorrerie di Equitalia. Come non bastasse si passa poi a reclamare un’ulteriore gragnuola di imposte e balzelli, naturalmente sui redditi più alti…peccato manchi una accettabile definizione di “redditi alti” e che questi ultimi, non sempre ma spesso, coincidano con i settori produttivi della società. Immancabile la richiesta di armonizzazione euro-sovietizzante del prelievo sulle transazioni finanziarie. Una vera chicca è pero costituita dall’inasprimento della tassa di successione erga omnes. Risibili le motivazioni: favorirebbe l’immissione massiccia dei giovani nel mercato del lavoro. Una visione dirigista da gosplan che puzzava di stantio già mezzo secolo fa. Digeribile solamente il taglio alle spese di palazzo: anche qui, tuttavia, nessuna enunciazione precisa e piuttosto una cortina fumogena a coprire i bubboni purulenti del finanziamento pubblico di politica e, guarda caso, sindacato e dei mille carrozzoni costosi ed inutili capaci di corrodere il tessuto italiano sin nelle sue più intime fibre.