Archivio per Australia

L’ ombra del Bounty

Posted in politica estera with tags , , , , , , , on marzo 31, 2012 by lafayette70

Nemmeno la lontana parentela con il terribile Ammiraglio William Bligh, immortalato da innumerevoli pellicole cinematografiche come comandante del “Bounty”, ha giovato alla grintosa discendente che da 5 anni occupava la più prosaica, ma di certo non meno prestigiosa carica di Governatrice del Queensland, stato fino a pochi anni fa tra i più prosperi della Federazione Australiana. E così, nonostante il fiero cipiglio con il quale Anna Bligh, numero uno del Partito Laburista (ALP), ha affrontato una difficilissima campagna elettorale tentando di invertire la marea soverchiante del voto liberal-nazionale, il risultato delle urne ha rispettato le più catastrofiche previsioni dei sondaggisti. Saranno, infatti, solamente in 7, dei 51 della vigilia, i deputati della sinistra che siederanno di nuovo tra gli scranni del parlamentino di Brisbane. Gli altri, compresi il vice-Premier Fraser e 8 ministri dell’Esecutivo in carica sono andati incontro ad una disfatta di dimensioni storiche nll’intera letteratura politica del paese. Il trionfatore della giornata è ,senza alcun dubbio, l’ex Sindaco del capoluogo provinciale, Campbell Newman, che disporrà di ben 77 postazioni sulle 89 disponibili, una maggioranza mai vista in alcuna assemblea nazionale o locale. E pensare che fino al laborioso ingresso di Newman nella corsa i giochi sembravano davvero aperti nonostante i gravi errori commessi dalla defending champion!  Lo scioglimento anticipato dell’Assemblea con il sapore agre dell’opportunismo ha nuociuto in maniera palese sulle possibilità della Bligh, ma a cancellare le speranze residue di rielezione ci ha pensato la tattica scriteriata adottata dai suoi consiglieri convinti che la character assassination potesse alla fine pagare. Così non è stato ed i numeri ne sono eloquentissima testimonianza. A contribuire ulteriormente allo tsunami, non fosse bastato quanto sopra, ci si è messo anche il Governo federale della Signora Gillard, uno dei più impopolari di sempre e candidato a sua volta a sicura mattanza elettorale nella prossima tornata prevista per l’estate 2013. La sciagurata carbon-tax, in uno stato come il Queensland nel quale il comparto minerario ha ricoperto un ruolo di primo piano nel boom economico delle scorse decadi, sembra aver convinto perfino i  più ben disposti verso il Labor a cambiare cavallo. In poco più di 18 mesi un capitale di credibilità acquisito sul campo con l’attenta amministrazione del bilancio, frutto di privatizzazioni inusitate per un governo leftist, è stato così interamente dilapidato. Né ha lasciato tracce il ricordo dell’ ottima prova fornita durante la drammatica emergenza alluvionale dell’inverno scorso. Ad usufruire, seppure in misura molto minore e, forse sotto le aspettative, della debacle laburista va ricordato il neonato Partito Australiano di Bob Katter, parlamentare nazionale fuoriuscito dalla coalizione Liberal-National, che ha tentato di recuperare una quota di elettori rurali affezionati a politiche di protezionismo e conservatorismo sociale. I due seggi raccolti in questa circostanza consentono al fresco leader di nutrire ancora qualche velleità per il campo da gioco principale. Quanto al Queensland, ora al nuovo timoniere spetta il compito non facile di assecondare una difficile ripartenza dell’economia di questo sterminato territorio (4 volte l’Italia con una popolazione di 4 milioni di abitanti). In caso non riuscisse nell’impresa lo spettro del Comandante Bligh non mancherà di palesare la propria insoddisfazione. A volte le leggende di mare hanno l’inopinata attitudine  a tramutarsi in realtà

Pubblicato su The Right Nation  http://www.rightnation.it/2012/3/25/queensland.aspx

e Scenari politici http://www.scenaripolitici.com/2012/03/australia-elezioni-legislative.html

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2011: fuga da Sidney

Posted in politica estera with tags , , , , on marzo 28, 2011 by lafayette70

Tempi duri per Julia Gillard in Australia.

La Premier laburista subentrata al predecessore Kevin Rudd dopo un colpo di mano interno e mantenutasi al governo dopo un’elezione generale finita praticamente alla pari con gli arcirivali della coalizione Liberal-Nazionale incassa una batosta, il collega Obama la definirebbe “shellacking”, proprio nel giardino di casa in quel di Sidney.

 Mai bocciatura fu più attesa e prevista di quella sanzionata dal voto del Nuovo Galles del Sud, lo stato più popoloso ed influente della Federazione Australiana. Quello che sconcerta i notabili del Labor è la dimensione del disastro: dei 50 deputati all’Assemblea Legislativa(la Camera Bassa del Parlamento locale) solo una ventina hanno conservato il proprio mandato. La Coalizione, specularmente, dispone ora di una maggioranza quasi bulgara con 69 mandati sui 93 a disposizione.

 Sugli scudi il nuovo numero uno dello stato, Barry O Farrell, esponente dell’ala più moderata del partito liberale. Che ha, però, già fatto sapere che non intende concedere il minimo sconto all’Esecutivo federale: bocciatura della riforma sanitaria nazionale, taglio di rami secchi e niente escamotages fiscali.

 La sconfitta, Kristina Keneally, al timone da solo due anni , non paga colpe soverchie se non quella di essere la persona sbagliata nel posto e nel momento sbagliato. Del resto il Labor locale si era trasformato davvero in una combriccola di cacicchi in perenne lotta tra di loro per perpetuare le piccole e grandi nicchie di potere. Una degenerazione quasi inevitabile visti i 16 anni di governo consecutivi e gli oltre 40 complessivi nella storia dello stato. Convinzione dei dirigenti più accorti del partito è che serviranno almeno due mandati per riacquistare parte del credito perduto per strada e ritentare, quindi, la sorte non prima del 2020.

 A complicare ulteriormente la campagna elettorale ci ha pensato, per di più, proprio la Gillard che ha rilanciato, con ostinazione, il progetto di una carbon tax che andrebbe a gravare sui consumi quotidiani di tutti gli abitanti dell’isola-continente. Una follia ambiental-dirigista che si è riverberata immediatamente contro chi l’ha promossa: all’unanimità i maggiori sondaggisti, da Morgan ad Essential Research passando per Newspoll, hanno registrato un tracollo di circa 10 per la maggioranza laburista e per la Premier. Questo significherebbe  una rotta totale nel caso di uno scioglimento anticipato del Congresso.

L’unica fortuna, ma non è il caso di affidarsi allo stellone, è che la Coalizione ha i voti, ma non un leader. Troppo scialbi, infatti, sia l’ex chairman liberale Malcolm Turnbull che il suo sostituto Tony Abbott. Il vero erede di Michael Howard non è’, insomma, apparso ancora all’orizzonte. Una situazione che, per alcuni versi, sembra rimandare a quella americana con, anche in questo caso, un movimento di ripulsa dell’attuale amministrazione , ma senza ancora un’alternativa concreta che, oggi come oggi, si incarna essenzialmente in una leadership credibile e, perchè no, anche carismatica.

 Resta da dire della mediocre figura raccolta dagli ambientalisti locali. Da queste parti non c’è Fukushima che tenga e tartassare i contribuenti in nome di Al Gore non sembra portare fortuna. Se poi aggiungiamo che qualche sciagurato come Fiona Byrnes, ministra del governo uscente ed uscito, ha impostato la propria corsa sul boicottaggio di Israele, si spiega come i Greens siano rimasti fuori dal consesso legislativo. Non necessariamente un male, anzi…

 Per il Governo nazionale navigazione a vista sempre più complicata e redde rationem che si avvicina: il minimo che si possa dire quando si ha una buona parte del paese che ti ha voltato le spalle.

Navigazione a vista

Posted in politica estera with tags , , , , , , , on novembre 29, 2010 by lafayette70

Dopo 11 anni di dominio più o meno incontrastato l’ALP (Partito Laburista Australiano) subisce un durissimo castigo dal corpo elettorale dello Stato di Vittoria, il secondo più popoloso della Federazione dopo il Nuovo Galles del Sud.

 Esce, infatti, mestamente di scena il Premier in carica, John Brumby, travolto dal voto negativo e da una sottovalutazione fatale del proprio competitor, il Liberale Ted Baillieu.

 Accortisi della pessima piega che i sondaggi andavano prendendo sul finire della campagna,con un inesorabile recupero del gap da parte di Baillieu, gli strateghi del Labour(o Labor,come si dice da queste parti) hanno pensato,per di più, di giocare improvvidamente  la carta della disperazione tirando fuori una vecchia storia che coinvolgeva il candidato della parte avversa in una torbida storia di alienazioni immobiliari “pilotate”. Mal incolse loro, giacchè il tentativo di character assassination è fallito miseramente senza lasciare traccia sulla stampa locale e,quel che più conta, nell’animo dei votanti.

Il risultato è così apparso da subito in tutta la sua devastante chiarezza: i laburisti perdevano la bellezza di 11 seggi ed oltre il 6% dei consensi, passando da una comoda maggioranza di 55 su 88 alla condizione di opposizione fermandosi a 43. Inverso il percorso dei Liberali e dei loro alleati del National Party che conquistavano,dopo un estenuante conteggio, la constituency di Bentleigh,decisiva al raggiungimento della fatidica quota 45 necessaria a governare in quel di Melbourne.

 Decisivo lo swing del voto nell’area suburbana della metropoli-capitale, tradizionale serbatoio laburista. Se poi uniamo al tutto il peso non indifferente dei Greens (circa il 15%,ma in alcuni distretti oltre il 30) risulterà assai comprensibile come una partita difficile sia diventata, coll’evolversi dello scrutinio, praticamente impossibile.

 Nell’agenda del nuovo P.M. figureranno,innanzitutto,una bella sforbiciata alle spese inutili dello stato, compresi alcuni progetti a dir poco controversi come quello di un mega-desalinizzatore sulla costa, il riordino di settori pubblici in grave dissesto, in primis il sistema dei trasporti (non è un caso che Baillieu è riuscito a soverchiare i laburisti proprio nei collegi su cui insisteva la disastrata linea ferroviaria Frankston) e l’immediato abbandono dei costosissimi incentivi in favore degli impianti energetici rinnovabili, rivelatisi un clamoroso flop oltrechè causa di grave dissesto del bilancio locale.

 Non manca,ovviamente, una strizzatina d’occhi alla parte più conservatrice della nuova maggioranza con la ripresa di politiche “law and order” nei confronti di una criminalità sempre più aggressiva  in diverse zone della capitale.

Difficile, tuttavia, dire se le misure consistenti  essenzialmente nell’aumento degli organici di polizia e vigili possano invertire il trend che ha reso Melbourne una delle città più violente del mondo.

 Comunque,assicurano amici e sostenitori, il neo-eletto,da provetto nuotatore farà di tutto per condurre a buon termine una navigazione che si preannuncia tutt’altro che agevole.

Sacrosanta protesta

Posted in Laicità with tags , , , on giugno 23, 2009 by ilariagarosi

In un empito di furore salutista, Governo laburista ed opposizione liberal-conservatrice australiane decidono di introdurre una tassa sugli “alcopops”,bibita a basso gradiente alcolico prediletta dai giovani del luogo.Ma i piccoli distillatori indipendenti non ci stanno e scendono in piazza…

Mano pesante

Posted in politica estera with tags , , , on giugno 5, 2009 by lafayette70

Presunti abusi della polizia australiana contro una manifestazione di studenti indiani che protestavano per le ripetute aggressioni ai danni di propri connazionali

Parrucca d’assalto

Posted in Cronaca with tags , , on maggio 7, 2009 by ilariagarosi

Questo rapinatore mostra ,perlomeno, un pessimo gusto nel tentare di contraffare le proprie generalità…

Scandalo al sole

Posted in politica estera with tags , , on marzo 16, 2009 by lafayette70

In questa intervista ad una televisione australiana Pauline Hanson,leader del partito populista “One Nation” si difende dall’accusa  di trascorsi pornografici in giovane età.La somiglianza fra le due donne è notevole,ma potrebbe essere anche una montatura a pochi giorni dalle elezioni nello stato del Queensland,dove il partito della Hanson è ancora molto forte