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Matematica condanna

Posted in politica estera with tags , , , , on luglio 14, 2011 by lafayette70

Alle prese con lo spettro sempre più incombente del default, la Grecia inizia a perdere, come assai prevedibile, ogni fiducia nella propria classe politica. A suffragare quella che è ormai più di una supposizione arriva un sondaggio shock del principale quotidiano ellenico, il “E Kathimerini”. Dall’inchiesta emerge un fortissimo desiderio di sanzionare i principali partiti  sia di governo che di opposizione con un’astensione dalle urne massiccia, quasi il 40%, una percentuale del tutto inusitata per gli standards di Atene. Ulteriore elemento di riflessione, la mancanza di una maggioranza possibile in un prossimo futuro parlamento: nessun partito, infatti, tra quelli attualmente rappresentati (il governativo PASOK, l’opposizione di destra di Nea Demokratia ed i due della sinistra radicale con il nazionalista LAOS) riuscirebbe a conquistare uno score sufficiente a costituire un nuovo esecutivo. Pietra tombale di ogni discussione, sette greci su dieci non nutrono alcuna fiducia in un primo ministro socialista o conservatore ed oltre la metà si spinge fino a sfiduciare i candidati per nome (Papandreu, attualmente in carica, e Antonis Samaras, la controparte di centro-destra). Numeri plebiscitari vengono poi raggiunti sui quesiti che riguardano la speranza in un miglioramento rapido della situazione economica, la percezione di sicurezza e le prospettive di affermazione personale. Un quadro a tinte fosche, insomma, considerando oltretutto che il peggio è ancora di là da venire…

il Giorno più lungo?

Posted in Economia with tags , , , , , , , , on luglio 11, 2011 by lafayette70

Dal sempre interessantissimo sito dell’Associazione Usemlab estrapolo quest’articolo di Francesco Carbone che  aiuta a capire cosa sta realmente accadendo dietro all’improvviso (e non inatteso) dramma odierno della borsa e dell’economia italiane:

Il 27 giugno 2011, nel thread “Spiazza Affari” del forum interno riservato agli associati, ci ponevamo il problema di capire cosa fosse veramente successo quel tragico venerdi 24 giugno 2011 sul mercato italiano a seguito di uno “strano” movimento su alcuni titoli bancari italiani. Ci aspettavamo a dire il vero una risposta più dettagliata da parte dell’Autorità competente preposta. Gli strumenti a sua disposizione sono sicuramente sufficienti a spiegare se si fosse trattato semplicemente di un banale e inusuale “errore” di stop loss o se le problematiche fossero state altre (leggasi segnale di imminente attacco speculativo contro il nostro amato paese).

A tal proposito scrivemmo:

“Le Autorità competenti italiane hanno a disposizione tutti gli strumenti per dare una risposta rapida esaustiva, dettagliata, al mercato di cosa sia successo veramente il giorno 24 giungo dalle ore 12.35 alle ore 12.45 circa; diversamente il mercato potrebbe recepire questa carenza d’informazione esaustiva in maniera “ DISORDINATA” su questi 2 titoli oggetto della discussione (e non solo!!!) spingendoli su valori di prezzo infinitamente molto più bassi”.

Noi rimaniamo della convinzione che alcuni sapessero veramente cosa si stava perpetrando dietro le quinte a danno dei piccoli risparmiatori italiani (la maggioranza degli operatori finanziari comunque non si aspettava un attacco speculativo contro l’Italia); nei mercati finanziari vige il vecchio saggio “ i soldi in borsa li fanno veramente in pochi e i pasti gratis non ci sono“, bisognava perciò colpire un peso massimo perché il gioco alla fine potesse essere veramente profittevole e il mercato cash dei BTP liquidissimo si prestava a questo. Già a partire dall’anno scorso abbiamo evidenziato ai soci che il gioco al massacro iniziato con la Grecia aveva in realtà un obiettivo “ben preciso”: l‘Italia .

Quel 24 giugno un brivido scosse la nostra mente quando sui terminali visualizzammo il bombardamento di vendite sui titoli di Unicredito e Banca Intesa. Questo era il segnale in codice che qualcosa di imminente e sconvolgente stava per abbattersi sui nostri risparmi. La stampa mainstream interpretava questi segnali (visti di nuovo venerdì 10 luglio) come problemi di microstruttura, tanto che si era affidata alle parole di un noto professore universitario per cercare di spiegare e teorizzare qualcosa di ben più diretto. Qualcosa che sul nostro forum era già stato ampiamente analizzato e previsto.

Il dramma che il nostro paese sta percorrendo è ampiamente dimostrato dalla seduta odierna e crediamo che questo lunedì “nero” possa confermare (se ve ne fosse ancora bisogno) che non si è trattato dell’ennesimo problema di microstruttura del mercato, ma di un attacco in grande stile contro il sistema finanziario italiano!!! Chiaramente la stragrande maggioranza dei siti web mainstream che si occupa di “mercati finanziari”per incapacità di analisi (non crediamo per altro) non ha mai evidenziato (in maniera analitica e suffragata anche da una solida teoria economica alla base come quella della Scuola Austriaca”) quanto si sarebbe perpetrato da li a pochi giorni a danno di quel “BIG PIG” che viene comunemente, ma impropriamente definito “too big to fall”: l’ITALIA .

Questa tipologia di operazioni in cui migliaia di risparmiatori perderanno gran parte dei loro sudati e onesti risparmi sono costruite minuziosamente, vengono concordate a tavolino e devono essere rapide, incisive e soprattutto “non attese” per poter essere coerenti con lo scopo principale : quello di fare miliardi di euro di profitto a danno dei soliti noti: i risparmiatori. La nostra classe dirigente è impreparata a gestire un evento di questa portata (vi consigliamo vivamente di leggere Cosa è il Denaro e La Tragedia dell’Euro se non lo avete ancora fatto) e anziché preoccuparsi di quello che sta  accadendo (di cui abbiamo finora visto solo la punta dell’iceberg) ha preferito continuare per la propria strada… Basti ricordare che negli ultimi 20 anni questa classe dirigente ed incompetente è riuscita in un impresa colossale: spingere il debito pubblico da 900 milioni di euro circa (1994-1995) a quasi 2 trilioni di euro nel 2011!!!

Avete mai visto un italiano incavolato per questo? non lo vedrete mai, neanche ora, tranquilli! E’ già pronto l’effetto camomilla della disinformazione! Del resto da qui a fine anno ci sono solo 120-130B di euro da rifinanziare e la notizia del FT che riportava a riferimento il battibecco tra il ministro del tesoro italiano e il presidente del consiglio italiano (“He is worried about the markets…but I [Berlusconi] always remind him that in politics the results is made up of consensus and votes”) non può che sollevare forti preoccupazioni!

Ma non dobbiamo essere sorpresi o stupiti se i burocrati il conto non lo pagheranno neanche questa volta! Al massimo si assisterà a qualche dimissione eccellente a seguito di quello che sarà ricordato come il più grande selective default di tutta la storia moderna e contemporanea dell’ultimo secolo. La “speculazione ” staccherà la spina solo dopo che qualcuno di importante avrà alzato bandiera bianca.

Ricordiamoci che nei prossimi 5 anni ci sono da rifinanziare circa 900 B di euro di debito italiano e se i rendimenti dei titoli di stato sono quelli visti nelle giornate di mercoledi e giovedi ci sono circa 10B di interessi in più da pagare all’anno pari a circa uno 0,65% di GDP italiano… se invece i rendimenti fossero quelli visti oggi o quelli che vedrete nelle prossime settimane… beh vi rendereste conto perchè abbiamo affermato quanto sopra in relazione a quella frase sconnessa detta dal presidente del consiglio italiano.

Oggi intanto si è tenuta una riunione di emergenza:

EU COUNCIL PRESIDENT VAN ROMPUY CALLS EMERGENCY MEETING FOR MONDAY MORNING TO DISCUSS EURO ZONE DEBT CRISIS

ovviamente la propaganda di regime negherà che la riunione ha come unico scopo quello di discutere l’ampliamento del fondo EFSF: probabilmente già servono ulteriori 1,5 trilioni, a tanto ammonta infatti la” valanga azzurra.”

Ad ogni modo la situazione più preoccupante dopo la devastante seduta odierna è il livello dello spread contro la Germania, che oggi ha soprasssato i 300 basis point sulle scadenza 10 anni (era a 185 una settimana fa), mentre allo stesso tempo il cds è arrivato a 280 (mentre il 7 luglio 2010 era 222 bps con merito creditizio A+ da parte di S&P).

Se nei prossimi giorni peggiorerà, il rating dell’ITAGLIA con la valutazione del CDS attuale, andrebbe a finire tra BBB e BBB-. Come vedete molto probabilmente il declassamento di S&P prossimo sull’ITALIA sarà di diversi notch e si andrà a posizionare quasi certamente sulla linea del piave in BBB ultimo gradino dell ” investment grade “, tutto ciò farà da valanga su banche ma soprattutto su assicurazioni che dovranno ” anticipare” gli eventi e vendere i loro titoli di Stato in portafoglio per evitare di arrivare ultimi. I fondi obbligazionari investment grade infatti non possono detenere titoli “non investment grade”.

Si tratta una valanga annunciata che nessuno potrà fermare. E’ solo questione di tempo… chi ultimo arriva perde tutto!