Archivio per Euro

Fiorino primaverile

Posted in politica estera with tags , , , on marzo 10, 2012 by lafayette70

Geert Wilders, leader del PVV(Partito per la Libertà) olandese non è  tipo da impressionarsi al cospetto di minacce provenienti dai più oltranzisti gruppi terroristi islamici che han giurato di fargli pagare la dura battaglia identitaria iniziata ancor prima della sua uscita dal partito liberale “ufficiale”. Facile, quindi, immaginare come lo stesso non batterà ciglio di fronte al linciaggio mediatico che il carrozzone europeista imbastirà da domani per reagire alla  proposta dirompente di abbandonare al proprio destino la moneta continentale per tornare alla divisa nazionale, quel fiorino per decenni emblema di stabilità monetaria quasi quanto il vicino e potente marco tedesco o il mitizzato franco svizzero. Il mezzo per realizzare questo ambizioso disegno, naturalmente, passa per la via referendaria, con buona pace di tutti i soloni che evocano la democrazia (rappresentativa) solo per calare dall’alto decisioni già confezionate nei sacri palazzi. L’annuncio ufficiale dell’iniziativa non è,tuttavia, una sorpresa quanto il coerente corollario di una lunga campagna contro i disastri presenti e soprattutto futuri del super-stato unico. Un memorandum, pieno zeppo di dati divulgato assieme al clamoroso statement si incarica di corroborare l’impianto teorico del tutto: il tentativo è quello di dimostrare come l’Euro, attraverso i ripetuti salvataggi di paesi poco virtuosi, sia divenuto una vera palla al piede per gli olandesi rischiando di depauperarne i finora ottimi fondamentali economici. Solo il doppio pacchetto di aiuto alla Grecia, ad esempio, è venuto a costare ai contribuenti dell’Aia qualcosa come 2700 Euro in un anno, cifra considerevole e che, soprattutto, non mette al riparo da ulteriori salassi viste le attuali contingenze.Ancora ignota la data in cui dovrebbe celebrarsi il voto, ammesso, e non c’è molto da dubitarne in verità, che l’iter di preparazione del quesito vada a buon fine. Peraltro, per Wilders si tratta di un colpo da maestro per uscire un po’ dall’angolo nel quale l’allentarsi della “crociata” anti-mussulmana ,conseguenza dell’orribile carneficina di Breivik, ha costretto la sua formazione. Da un po’, infatti, i sondaggi non erano entusiasmanti pur confermando il terzo posto a livello nazionale del PVV, ma con il contestuale forte avanzamento dei partiti della sinistra pro-immigrazione in primis i socialisti e i social-liberals di Democrazia 66. Ora la ripresa in grande stile del filone euro-scettico e, per di più, su una issue trasversale come la moneta, potrà ridare fiato alle trombe di questo campione della nuova destra europea. Il rischio sotteso all’operazione, osservano alcuni economisti eterodossi,  è lo sviamento dalla soluzione corretta per l’uscita dalla catastrofe debitoria che consisterebbe, a loro avviso, in un ritorno al cosiddetto “tallone aureo”, un ancoramento delle monete all’oro. Senza questo passo fondamentale e senza la drastica decurtazione dei super-poteri delle banche centrali qualsiasi altra mossa darebbe solo un sollievo temporaneo al sistema periclitante. Sicuramente sono argomentazioni che l’esperienza  si è incaricata di confermare. Ma è altresi certo che coloro che si ostinano a difendere un edificio costruito sulla sabbia e sulla cartastraccia vedranno la propria opera precipitare assai prima. Non è detto poi che una preziosa tregua di qualche anno non possa convincere i superstiti al naufragio che è ora di invertire definitivamente l’inerzia consolidata e di dare inizio, perlappunto, ad una nuova “età dell’oro”.

Pubblicato su L’Indipendenza:   http://www.lindipendenza.com/referendum-wilders/

Caprone espiatorio

Posted in Economia with tags , , , on ottobre 24, 2011 by lafayette70

                                                                                                                                     Giunge al capezzale della moneta unica europea la notizia ferale della nomina di Herman Van Rompuy, già Presidente del Consiglio comunitario, alla carica forse più temuta che ambita di Mr Euro. Del politico belga da anni ai vertici delle istituzioni continentali continuiamo a conoscere poco o nulla. Non più della biografia di qualche remoto faraone le cui gesta si siano perse tra le sabbie dei secoli. Poco incline alle ribalte mediatiche, solo una volta  il suo nome si era trovato al centro del dibattito politico nelle felpate aule dell’eurocrazia. Accadde allorquando Nigel Farage, il campione dichiarato dell’opposizione al sistema di potere brussellese, ne contestò l’elezione-nomina al CDE appellandolo, in quell’occasione, coll’epiteto colorito di “straccio bagnato” beffandosi, nel contempo, di un carisma da impiegato bancario. Difeso dall’energumeno socialista Schultz(quello a cui Berlusconi diede del kapò), il nostro ritornò rapidamente dietro la cortina di grigiore sapientemente costruita in decenni di carriera. Ora, in piena tormenta economica, i dignitari del colosso cartamonetario dai piedi d’argilla, han pensato bene di ritirar fuori dall’armadio sepolto di naftalina quest’abito buono per tutte le occasioni. Uno stratagemma ben escogitato dai veri manovratori dell’ingranaggio(essenzialmente le elites franco-tedesche) per continuare a prendere le decisioni che contano scaricando il peso degli immancabili insuccessi sull’aplomb gommoso di Mr Euro. E sopratutto sulle decine di milioni di contribuenti accecati dal mito di un’unione rivelatasi rovinosa quanto certi antichi imperi del passato.

Al capezzale

Posted in Economia with tags , , , , on settembre 11, 2011 by lafayette70

Mentre l’Olanda, per bocca del proprio Ministro delle Finanze, “non esclude” una possibile uscita della Grecia dalla zona Euro, Wolfgang Shaeuble, omologo tedesco evoca, in un intervista al periodico ” Der Spiegel” due possibili scenari per tentare una difficile risoluzione alla crisi. Uno di questi comporterebbe, sic et simpliciter, il default del paese ellenico. Sullo sfondo il crescente malumore dei tedeschi per i sacrifici sostenuti in chiave salva-Euro: ben il 76% dell’opinione pubblica è contraria al salasso, secondo le ultime rilevazioni.

Il link alla notizia: http://www.lefigaro.fr/conjoncture/2011/09/10/04016-20110910ARTFIG00600-l-allemagne-se-preparerait-a-une-faillite-de-la-grece.php

Le Maschere di cera

Posted in Politica interna with tags , , , , , , on settembre 3, 2011 by lafayette70

Pare proprio che nel 2013 B. sia di nuovo il candidato Premier di una delle due gambe incancrenite che adornano il senescente panorama politico italico. La fonte il neo-eletto (per acclamazione) segretario del PDL, Alfano. Non che dubitassi granchè, per la verità: troppi segnali congiuravano in questa deprecabile direzione. Se passiamo sull’altro fronte, per così dire, pare che torni a scaldarsi in panchina l’immarcescibile Prof Prodi, ovvero uno dei principali artefici dello sciagurato matrimonio tra la terra del sì e la moneta unica. Una iattura della quale iniziamo solo ora a scorgere tutto il catastrofico potenziale. Ecco pronto, dunque, un bel duello da Museo delle Cere. L’auspicio che ci sentiamo di formulare, toto corde, è che nessuno fra i contendenti sopravviva (limitandomi, come humanitas impone, al mero dominio della gestione del potere)

Cartastraccia

Posted in Società with tags , , , on agosto 29, 2011 by lafayette70

Quasi un’emblema per l’affannoso corso dell’economia mondiale: un ammasso di banconote da 20 e 50 euro giacciono sull’asfalto dopo essere sopravvissute all’incidente ed al successivo incendio del furgone portavalori nel quale erano gelosamente custodite

Capolinea

Posted in politica estera with tags , , , , , , on agosto 18, 2011 by lafayette70

Mancava solo la brillantissima idea di una tassa sulle transazioni finanziarie, la famigerata Tobin tax, per togliere tutti i veli a quel mostro antidiluviano a nome Unione europea. Lo spettro dell’URSS del tempo che fu diventa sempre più manifesto: dalla cosiddetta “armonizzazione fiscale” al salvataggio di stati fallimentari con i quattrini privati alla gragnuola di nuove tasse che il mostro affamato escogita per placare un appetito senza fondo tutto congiura verso un irrigidimento mortale delle residue capacità di propulsione economica dei singoli componenti il caravanserraglio. L’unica soluzione che peraltro in molti al di sopra delle Alpi e oltre il Reno intravedono è quella di mollare baracca e burattini e fare per sè, magari trascinandosi appresso i più virtuosi in modo da creare un’area comune con dei fondamentali piuttosto omogenei. Chiamatelo egoismo nazionale o istinto di sopravvivenza, comunque sia sarà assai difficile mutare quest’inerzia una volta che la rabbia e la determinazione dell’uomo della strada avrà decretato il fallimento finale dell’ultima utopia novecentesca. Solamente questione di (non molto) tempo.

Il male è meglio del peggio

Posted in Economia with tags , , , , , , on agosto 1, 2011 by lafayette70

L’ultimo editoriale di Francesco Carbone su Usemlab.com: il tetto del debito americano, il ciclo economico, il pericolo iperinflazione, la speculazione e il peso insostenibile delle info-balle:

Per una settimana mi sono divertito a leggere sugli incartapesce disponibili in spiaggia le cronache e i commenti alla seconda ondata di “attacchi speculativi” contro l’Italia. Incredibilmente quasi tutti i giornal(ett)isti attribuivano i problemi sul mercato italiano alla questione del debito americano. Davvero da ridere, un articolo più spassoso dell’altro.

Forse si sono messi tutti d’accordo, forse hanno solamente eseguito gli ordini impartiti dal regime, oppure semplicemente è così che funziona l’informazione: il primo imbecille con buona credibilità che dice una cosa viene imitato da tutti quanti fino a che la sua stupidaggine diventa opinione comune e largamente accettata.

Insomma mi sono ritrovato a leggere decine di editoriali che scaricavano le colpe della nuova caduta dei titoli italiani e della nostra borsa alla pagliacciata imbastita oltreceano dagli americani, in realtà finora ininfluente per i mercati mondiali e a maggior ragione per quelli italiani.

Il tira e molla sul debito americano è stato davvero una buffonata totale. Se fosse stato minimamente influente sui mercati non avremmo avuto l’sp500 ancora in zona 1300 sopra tutte le medie, ma ben al di sotto, magari in zona 1150, e oggi ci sarebbe stato relief really (rally di sollievo) veramente significativo, anzi che l’ennesimo gatto morto di cui oramai, dopo decine di rimbalzi, non è rimasta che una carcassa in decomposizione.

I burocrati o pianificatori centrali che gestiscono i sistemi economici possono alzare il debito quanto vogliono, possono creare tutti i super fondi salva stati che vogliono, possono cercare di mantenere tutti gli aspetti formali che vogliono, possono raccontarla come vogliono, ma a questo punto non possono più cambiare la sostanza delle cose e cioè che questi due grossi agglomerati economici sono falliti.

Si forse non avete letto bene, lo ripeto: la verità è che sia gli Usa che l’Europa sono falliti. I burocrati non possono più farci niente! Dollaro ed Euro sono oramai le valute in fallimento di due agglomerati economici in bancarotta. I banchieri che gestiscono in maniera centralizzata gli agglomerati monetari utilizzati in queste due aree economiche non possono farci niente! Così come non possono farci niente i poveri banchieri centrali delle altre nazioni del pianeta.

Il forex, il mercato valutario, ci sta dicendo proprio questo. Basta saper leggere i numeri e ignorare le idiozie che ci propinano i media. Passi il franco svizzero considerato valuta rifugio e in tal senso percepito più sicuro e più liquido anche dell’oro (ahahah ahahah), ma vi siete chiesti perchè lo yen sta facendo nuovi record contro dollaro? Lo yen, la valuta di un’altro paese fallito ancora da più lungo tempo! Neanche il devastante terremoto di marzo è riuscito a fornire alla banca centrale giapponese sufficienti scuse e cartucce da sparare sulla propria valuta per cercare di svalutarla contro dollaro.

La verità è che i flussi in uscita da Euro e Dollaro sono semplicemente troppo forti. Nessuna banca centrale del pianeta (tranne per ora quella cinese) può riuscire a impedire che la propria divisa si apprezzi nei confronti di queste due valute. In teoria potrebbero, perchè come spiega anche Bagus nel libro La Tragedia dell’Euro, una banca centrale trova un limite nei tentativi di difendere la propria divisa dal deprezzamento non nel cercare di ostacolarne l’apprezzamento verso altre valute.

Per impedire il deprezzamento infatti deve acquistare la propria divisa vendendo e bruciando riserve valutarie (che sono limitate). Invece per impedire l’apprezzamento basta stampare la propria divisa nazionale con la quale andare a comprare valute straniere, e in teoria ciò può essere fatto senza limiti.

Il problema però sta proprio qua, nel passaggio dalla teoria alla pratica: di fatto per impedire l’apprezzamento del franco svizzero la cui quantità al confronto delle masse di EUR e USD è ridicola, la banca centrale svizzera dovrebbe stampare talmente tanti franchi da mettere a rischio la stabilità monetaria del proprio paese. Stessa cosa per il Giappone. Quindi le banche centrali di questi paesi provano verbalmente a condizionare gli operatori, ogni tanto intervengono sul mercato, ma i flussi sono più forti di ogni loro parola e di ogni loro azione. Ostacolarli richiederebbe davvero stampare una valanga di denaro con ripercussioni devastanti all’interno del paese.

Prima o poi in qualche modo però la situazione troverà uno sfogo. Se la Svizzera è un porto sicuro anche dal punto di vista della proprietà privata, e tutto sommato può reggere ancora ulteriori apprezzamenti della propria divisa, il Giappone presto o tardi si troverà nei guai dando il via, secondo me, a qualche sorta di reazione a catena. Tutti gli altri paesi del mondo sono infatti nella stessa situazione: per impedire l’apprezzamento delle proprie valute contro Dollaro ed Euro stanno alimentando bolle speculative in serie all’interno delle proprie economie. La Cina, ad esempio, per impedire l’apprezzamento dello YUAN ha letteralmente fatto crescere e continua ad alimentare una economia totalmente drogata che rischia adesso un collasso davvero spettacolare. Nelle stesse condizioni si trova anche il Brasile.

La dinamica monetaria espansionistica, originata dalla FED e dalla BCE per nascondere il fallimento di USA ed Europa, sta di fatto travolgendo tutte le banche centrali del pianeta. Quando arriverà al limite, partirà quello Tsunami o shock di prezzo che i burocrati da anni stanno cercando di rimandare con il solo risultato di peggiorare le cose. Gli effetti che emergeranno saranno tremendi. Più a lungo i burocrati riescono ad impedire e ad ostacolare il funzionamento dei mercati, ignorando la sostanza dei fatti, più la cosa sarà devastante. E’ per questo motivo che ogni giorno, da diversi anni, mi auguro: the sooner the better: prima succede meglio è per tutti.