Archivio per fondamentalismo religioso

I Demoni

Posted in Società with tags , , on giugno 1, 2010 by ilariagarosi

America: land of the free, land of the brave. Ma l’ennesimo temporale giunge a incupire l’invidiabile quadretto di libertà che talvolta osserviamo con invidia dalla nostra decentrata posizione di “old continent”. La questione riguarda l’approvazione della legge,  peraltro già molto dibattuta, che di fatto impone un obbligo a carico delle donne in procinto di abortire. Esse saranno infatti costrette a visionare un’ecografia del futuro non-nascituro, nonché ad ascoltarne una minuziosa descrizione dello stato di salute. Benché, data la pre-maturità dell’embrione, poco si riveli all’occhio dell’involontaria spettatrice, appare comunque chiara la ratio sottostante ad una simile disposizione che potremmo, senza paura di incorrere in alcuna esagerazione, definire “ricatto morale”.
 
L’iniziativa nasce dai cosiddetti gruppi pro-life americani che da sempre innalzano la propria bandiera all’insegna del diritto alla vita al di sopra di ogni altra cosa. Stupisce però che la legge americana, generalmente attenta ai diritti dei singoli cittadini, abbia recepito una simil direttiva che sicuramente rappresenta un vessillo da non ostentare. Ancora più stupefacente appare la mancanza di deroghe alla disposizione, spesso necessarie data la grande vastità di casi che poche parole coordinate vanno, speriamo senza leggerezza, a disciplinare. Nel caso specifico, che da ambedue le parti potremmo chiamare “legge vergogna”, sia per la vergogna che i legislatori vorrebbero far provare alle gestanti, sia per la vergogna che rappresenta dal punto di vista dei diritti civili, non è ammessa nessuna deroga tesa a personalizzare il singolo caso. Niente eccezioni quindi in caso di stupro o gravi malformazioni del nascituro. Come se ciò non fosse abbastanza non sarà nemmeno più possibile denunciare il medico che, durante la gestazione, abbia nascosto eventuali complicazioni riguardanti la salute dell’embrione.
 
In pratica assistiamo ad un ribaltamento del diritto di libera scelta che passa dalla paziente al medico curante legato a chissà quali logiche partitiche o morali religiose. La macchia sulla reputazione statunitense finisce quindi per allargarsi compromettendo il principio di responsabilità del cittadino al pari della falla di petrolio che contamina le spiagge della Lousiana.

Una nota stonata che mal si concilia con la storia di libertà di cui gli Stati Uniti amano vantarsi. Sempre dalla nostra posizione, un po’ nascosta, un po’ decentrata, riponiamo le nostre speranze nella celebre citazione di W. J. Clinton:
Non c’è niente di sbagliato in America che non possa essere curato con ciò è giusto in America (There is nothing wrong with America that cannot be cured by what is right with America)”.

Ilaria Garosi

La cura

Posted in Libertà individuali with tags , , , on marzo 1, 2010 by ilariagarosi

E’ l’ennesimo caso di truffa quello che si è verificato a Fermo . Il fatto ha in sé dell’incredibile. Ancora una volta disperazione e impotenza si piegano all’astuzia di uno spregiudicato gruppo di finti praticanti di miracolose discipline orientali. Le patologie trattate, se così le vogliamo chiamare, spaziano dall’infertilità all’omosessualità.

La setta si proponeva di guarire chiunque si rimettesse alle loro poco amorevoli cure, usufruendo di strumenti “alternativi”, assai lontani dalle odierne pratiche scientifiche, ormai forse troppo in difficoltà per poter costituire l’unica fonte di speranza.

Ma non è la sfiducia nella scienza che ha portato alcune delle numerose vittime ad iniziare il percorso di guarigione, bensì una sorta di diffidenza verso ciò che non riesce ad essere comunemente compreso. Il tentativo di guarire l’omosessualità rappresenta il male nascosto di una società che ancora, purtroppo, non si presta ad essere curata. L’ignoranza di fondo, l’odio ed il disprezzo rappresentano un ambiente ideale per il proliferare di gruppi che propongono vere e proprie cure psicologiche per il trattamento di questo, a lor dire, “disturbo”.

 Truffe del genere non ci sono purtroppo totalmente estranee, tuttavia, sono i metodi utilizzati nello specifico caso ad essere a dir poco raccapriccianti.

La “riconversione all’eterosessualità” avveniva attraverso una vera e propria manipolazione mentale: ai partecipanti veniva fatto credere di aver subito violenze sessuali in età infantile, mettendo così in discussione la loro intera sfera affettiva. Un metodo brutale che, oltre a sfruttare l’ignoranza e l’intolleranza, si prefiggeva di creare veri e propri danni psicologici. Una terapia d’urto, degna della radazione dall’albo per ogni psicologo, che ha portato alla contestazione dei reati di truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e maltrattamenti di minori. Immediata la replica dell’Arcigay che, per voce del vice-presidente Luca Perilli, condanna ancora una volta le cosiddette ”terapie riparative“, spesso sponsorizzate da quegli ambienti religiosi che vedono nell’espressione di un amore incondizionato una forma di violenza verso Dio.

L’omosessualità è stata rimossa dal manuale ufficiale dei disordini mentali ed emozionali nel 1973; quasi 40 anni dopo si fa ancora fatica a comprendere che il diverso orientamento sessuale non è una malattia.

 Chiunque si prefigga l’obiettivo di curarla sta perseguendo uno scopo lontano da ogni sorta di parere o pratica medica legalizzata. In conclusione sarebbe bene ricordare che in una società, dove i reati a sfondo omofobico sono all’ordine del giorno, l’unica cura necessaria è racchiudibile nella tolleranza, poiché, come ci ricorda Cristicchi, la più grande patologia non è l’omosessualità, ma il vuoto e la solitudine che attorno a tali persone ingiustamente si forma.