Archivio per Islanda

Destini incrociati

Posted in politica estera with tags , , , , , , on marzo 16, 2012 by lafayette70

L’immagine schizofrenica della piccola Islanda in questo tribolato scorcio di inizio millennio è ottimamente rappresentata dal destino contrastante di due uomini politici ambedue appartenenti all’ Independence Party, formazione conservatrice  al potere per decenni  e solo da poco tempo rimpiazzata alla guida dell’esecutivo da una coalizione di sinistra. Mentre, infatti, l’ultimo Premier dell’IP Geir Haarde vive l’inusitata esperienza di un processo a suo carico per la catastrofica gestione della crisi finanziaria del 2008-09 che ha messo in ginocchio il paese, il Presidente della Repubblica  Olafur Ragnar Grimsson (che di Haarde era perlappunto collega di partito) viene ricandidato a furor di popolo alla medesima carica per un ulteriore mandato. Il crollo delle tre principali banche private islandesi, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir molto deve, per la verità, al crack di Lehman Brothers, emblema di quella finanza spregiudicata che tanto alimento ha tratto dalle demenziali politiche espansive della Federal Reserve e del Congresso americano. Una crisi di importazione, dunque, ma nel contempo una colossale sottovalutazione del rischio ed una culpa in vigilando esiziale da parte del governo. Tanto più grave se si considera che, da sempre, l’IP si attribuiva  il ruolo di  rappresentante e portavoce di un capitalismo sano e dal volto umano in un paese aduso a vivere quasi unicamente dei proventi derivanti dal turismo e dalla pesca. Ecco i motivi della rabbia popolare culminata in un assalto simbolico,  per fortuna totalmente incruento, all’Althingi, il parlamento locale, evento che segnò l’ inizio della fine politica di Geir Haarde. Ora, a distanza di tre anni, è giunto il momento di rispondere alla giustizia: le responsabilità maggiori di quanto accaduto, è bene ribadirlo, esulano dal ristretto ambito isolano, ma l’aver permesso che l’intero sistema creditizio nazionale finisse infeudato ad una mafia finanziaria globale non è sicuramente colpa lieve, fatta salva la doverosa presunzione di innocenza che è bene valga per tutti, capi di stato e morti di fame qualsiasi. A fare da contrappunto a questa penosa vicenda umana e politica, l’irresistibile ascesa di Grimsson assomiglia davvero ad uno di quei film hollywoodiani nei quali l’eroe buono interviene al momento giusto a raddrizzare i torti e restituire speranza alla cittadinanza umiliata ed offesa. Il Parlamento frastornato, pur dopo il cambio di maggioranza, vota per il rimborso miliardario dei creditori stranieri delle banche fallite rischiando di precipitare Reykjavik in un nuovo medioevo assai meno epico di quello immortalato nelle Saghe vichinghe? Ecco che, uscendo dalla ritualità imbalsamata di un ruolo quasi puramente onorifico, il primo cittadino islandese decide, tra lo sconcerto di vecchi e nuovi amministratori, di restituire la parola al popolo sovrano, proprio come in quelle assemblee di uomini in armi che un tempo decidevano le sorti e gli affari di una comunità. Il risultato è noto: per ben due volte un trattato ignomignoso viene respinto per via referendaria a schiacciante maggioranza e lo spettro di una moderna servitù della gleba respinto al mittente. La vera vittima di questo doppio responso, tuttavia, non è solo il gotha politico islandese che, come ovunque, ha conosciuto il peccato originale dell’autoreferenzialità, ma soprattutto il fragile colosso europeo. Da decenni l’ambiziosa burocrazia continentale accentratrice tentava di cooptare la repubblica dei ghiacciai. Il diniego fermo di un uomo e poco più di 100000 schede nell’urna lo hanno impedito. Forse definitivamente.

Pubblicato su L’Indipendenza:    http://www.lindipendenza.com/islanda-europa/

Il Pesce della discordia

Posted in politica estera with tags , , , on marzo 4, 2012 by lafayette70

Può un innocuo pesce causare  sommovimenti politici in grado di turbare non poco le acque tempestose del Mare del Nord? Ebbene sì! Questa volta tocca allo sgombro, come in decenni passati all’aringa ed a sua maestà il merluzzo, scatenare la rabbia dei pescatori di almeno 5 nazioni e mettere in seria difficoltà il laborioso progetto di integrazione europea che già non vive momenti particolarmente lieti per le note traversie debitorie. Il campo di battaglia vede contrapposti da una parte la convalescente Islanda ed un piccolo arcipelago, le Faer Oer, ancora parte integrante del Regno di Danimarca, ma prossimo ad un’indipendenza de facto, e dall’altra la Norvegia, l’Irlanda, il Regno Unito e i dirigenti comunitari, per una volta d’accordo con Londra. Il nodo del contendere è l’unilaterale aumento delle quote di pescato da parte dei primi due paesi in violazione dell’accordo internazionale che regolamenta il tonnellaggio di raccolta consentito ai pescherecci. Islanda e Faer Oer si difendono dalle accuse per tabulas tentando di dimostrare che il riscaldamento delle acque ha spinto sostanziosi banchi di sgombri a migrare verso le acque territoriali di Reykjavik e Torshavn, zone nelle quali non vige alcun limite all’attività soprattutto, proseguono islandesi e feringi, per piccoli paesi che sulla pesca basano una parte non trascurabile della propria economia. Da parte degli avversari si evidenziano i rischi di depauperamento della fauna ittica implementati dalle decisioni prese dai primi. Da qualunque parte stia la ragione una conseguenza immediata  della disputa è il rinvio sine die della trattativa, per altro mai veramente decollata, per l’ingresso dell’Islanda nell’Unione Europea. Con questi chiari di luna e con il fiero rifiuto di prendere in considerazione quest’opzione da parte dell’opposizione conservatrice e dei partner di governo social-ecologisti, la Signora Sigurdadottir, Premier locale, si guarderà bene dall’alimentare  tensioni ulteriori in grado di far deragliare la timida recovery in atto nell’isola. Altro protagonista della crisi, le Faer Oer si avviano a chiudere il rapporto secolare di unità amministrativa con Copenhagen. Già fuori dal consesso europeo per concessione danese, i 49000 abitanti scarsi di questo avamposto vichingo sulla via del nuovo mondo avranno occasione in questo 2012 di esprimere la propria deliberazione  sul prosieguo o meno dell’unione  con la terraferma. Si voterà, infatti, per confermare gli emendamenti alla costituzione elaborata dal parlamentino del posto. Una dichiarazione d’indipendenza sic et simpliciter: ad esprimersi in questa maniera lapidaria non gli estensori delle modifiche, ma lo stesso governo di Danimarca che ha ,nel contempo, promesso di non interferire nel processo istituzionale in corso. Così , dopo l’oro nero scozzese anche il pesce azzurro si inserisce come variabile importante per la ridefinizione degli assetti economici e geopolitici di questo estremo lembo settentrionale di continente.

Pubblicato su L’Indipendenza :      http://www.lindipendenza.com/far-oer/

Recidiva vulcanica

Posted in Ecologia e Ambiente with tags , , , on maggio 24, 2011 by lafayette70

Ci risiamo! un anno dopo l’Eyjafjollajokull, un altro vulcano islandese, il Grimsvotn, semina il panico tra le compagnie aeree internazionali timorose di un nuovo blocco aereo causa le polveri dell’eruzione  che si stanno diffondendo su buona parte del continente europeo

Tutti in rete

Posted in Società with tags , , , on gennaio 1, 2011 by lafayette70

Negli anni ’90 già vantava il record per il numero più elevato di personal computers e di connessioni all’allora nascente rete internet. Certo molto è dipeso dal numero estremamente esiguo della popolazione residente, ma è indubbio che la piccola Islanda sia stata tra i primi paesi a comprendere la portata straordinaria della rivoluzione informatica in corso. Così, nonostante la gravissima crisi economica e finanziaria che ha travolto il fragile sistema creditizio locale, nulla di sorprendente nel leggere la notizia di un ulteriore primato che desta purtuttavia una certa impressione e che di sicuro sarà accolto non senza piacere dal fondatore di “Facebook” Mark Zuckemberg. Ammonta, infatti, a 265.420 il numero dei cittadini dell’isola registrati al più celebre e pervasivo social-network del mondo, scrive il quotidiano “Frettabledid”. Il dato, in termini assoluti, parrebbe poca cosa a fronte del quasi mezzo miliardo di utenti che chattano, condividono links e si scambiano messaggi in giro per il globo. Se però riparametriamo il tutto ai 318.216 residenti otteniamo una percentuale pari all’83%, ovvero quasi l’intera nazione tenuto conto che rimangono al di fuori del conto gli under 13, l’età minima per iscriversi a Facebook.

Il link alla notizia: http://www.icelandreview.com/icelandreview/daily_news/?cat_id=16539&ew_0_a_id=372003

Paesaggio lunare

Posted in Ecologia e Ambiente with tags , , on maggio 22, 2010 by lafayette70

Spettacolare e spettrale immagine nelle vicinanze del vulcano islandese la cui eruzione tanti grattacapi sta causando a tutta l’aviazione civile europea (e non solo)

Trio vulcanico

Posted in Società with tags , , , , , , on aprile 16, 2010 by lafayette70

I veri responsabili della nube che ha messo in crisi il traffico aereo europeo? I tre candidati Premier britannici,impegnati in uno storico tele-duello e raffigurati in questa deliziosa vignetta del “Times” di oggi

Il Tramonto dell’Occidente

Posted in politica estera with tags , , on maggio 3, 2009 by lafayette70

tramonto-islandeseNon sapremmo se sorridere o iniziare a meditare sulle parole con cui il capo della minuscola comunità islamica islandese ha salutato il primo matrimonio con rito mussulmano di una coppia di islandesi convertitisi alla religione di Maometto.

Salmam Tammimi,l’officiante la cerimonia,ha espresso,difatti, la convinzione che “la finanza islamica può offrire un modello alternativo a quello occidentale perchè prescinde dal pagamento di interessi”.

Lo stesso aggiunge che tra gli indiscutibili pregi dei devoti al Corano figura il divieto di mangiare carne suina,cosa “assai rilevante in tempi nei quali dilaga una pericolosa pandemia influenzale”.

Passati in pochi mesi da un pugno ad una quarantina di adepti,i  nuovi credenti iperborei sembrano avere le idee chiare su come raddrizzare la pericolante baracca dell’ex-eden mondiale.

Sottomissione,preghiere e rigore morale: questa la ricetta offerta ai naufraghi di quella che assomiglia sempre più ad una zattera della Medusa sballottata qua e là dai marosi della crisi globale.

Un messaggio che può far presa nell’epoca dell’inquietudine;ma decisamente collidente con quello che ci siamo sforzati di costruire in secoli di faticosissimi tentativi.

Vedremo presto gli effetti di questa oscillazione del pendolo,forse proprio nella terra che tanto affascinò il genio leopardiano:riuscirà la Natura matrigna a sovrastare ed annientare l’incoercibile anelito di libertà dell’industrioso islandese?