Archivio per Jordi Pujol

Padri e Figli

Posted in politica estera with tags , , , , , , on aprile 14, 2012 by lafayette70

Potrà un partito tutto sommato moderato ed impregnato di un nazionalismo liberale e cristiano-umanista come il catalano Convergencia i Uniò riuscire ad arrivare dove ha fallito la sinistra repubblicana dell’ERC per anni al governo assieme ai socialisti locali? La meta cui alludo e che in tanti nella comunidad autonomica de Catalunya vorrebbero raggiungere è, naturalmente, la piena sovranità della regione o, il che è dire lo stesso, l’indipendenza formale e sostanziale dal Regno di Spagna. I segnali che fanno propendere per un precipitare verso questo esito si vanno moltiplicando ad un ritmo assai serrato negli ultimi tempi. Dai referenda consultivi in numerose municipalità alle variopinte “carovane della libertà” che attraversano il paese a guisa di caroselli giubilanti per gli innumerevoli trofei del Barcellona è tutto un fiorire di iniziative all’insegna di una speranza che è ormai convinzione comune possa tramutarsi presto in realtà. Ad aggiungere propellente alla corsa verso l’obiettivo si inserisce in questo contesto febbrile l’elezione a Segretario dellla componente maggioritaria di CiU, la Convergencia Democratica de Catalunya, di Oriol Pujol, figlio del padre nobile dell’autonomismo català, quel Jordi Pujol primo presidente regionale dal 1980 al 2003 e che mai fece mistero del sogno di una vita di impegno politico. Ovviamente, visto che l’ideale si trova a coabitare su questo pianeta con l’urgenza della realtà quotidiana, l’anelito di far sentire la propria voce nel consesso delle libere nazioni non andò mai disgiunto, nei lunghi anni di governo, con un pragmatismo che spinse Pujol padre a cercare compromessi con la politica nazionale, in specie con i popolari, pur di  avanzare passo dopo passo nella giusta direzione. Talvolta questo atteggiamento alieno alla spettacolarizzazione ed agli eccessi retorici di altri movimenti “di liberazione” è stato bollato con poca generosità come attendista se non come addirittura complice delle elites madriliste. Eppure quanto dell’attuale euforia da primavera dei popoli che con i suoi effluvii percorre le ramblas della capitale, a dispetto del grave momento dell’economia che anche da queste parti si avverte in tutta la sua virulenza, è merito del vecchio patriarca che dopo aver abbandonato il timone ai suoi successori continua, purtuttavia a vigilare sul processo in corso? Sicuramente la maturazione di una coscienza finalmente scevra da tabù e feticci identitari che per decenni hanno ostacolato, ad esempio, il cammino verso l’autodeterminazione delle non lontane province basche. Ora, come accennato, è giunta forse l’ora che la crisalide spicchi il volo come farfalla. Difficile sapere se toccherà al neo-Presidente catalano Arthur Màs o al giovane Pujol, buon conoscitore di Saint-Exupery, impersonare il ruolo del piccolo principe. La certezza è che gli alleati di governo popolari (che garantiscono, almeno sul bilancio, il proprio appoggio esterno all’esecutivo nazionalista) hanno da subito iniziato un fuoco di sbarramento minacciando la fine del compromesso ed il ricorso anticipato alle urne. Cosa che di questi tempi rischia davvero di essere un’arma spuntata nelle mani di un Primo Ministro e di un partito la cui luna di miele con l’elettorato spagnolo ed anche catalano sembra essere stata prematuramente archiviata.

Publicato su L’Indipendenza:  http://www.lindipendenza.com/catalunya-un-altro-pujol-impegnato-per-lindipendenza/

Annunci

Omaggio alla Catalogna

Posted in politica estera with tags , , , on febbraio 25, 2012 by lafayette70

Con, forse, non un eccelso sforzo di fantasia editorialisti e commentatori spagnoli hanno ribattezzato “patto di S.Valentino” l’intesa tra il governo popolare di Mariano Rajoy, in carica da tre mesi scarsi, e l’omologo catalano del leader autonomista Artur Mas. Nella realtà, le manovre erano iniziate già subito il voto negativo che la formazione catalanista aveva espresso nel dibattito sulla fiducia alle Cortes. Così, dopo una trattativa non facile, Convergencia i Uniò decideva di offrire il proprio appoggio alla severa legge di bilancio del nuovo Esecutivo di Madrid ed in seguito, e siamo alla cronaca degli ultimi giorni, il placet alla riforma del mercato del lavoro e a quella del sistema bancario. Materie di non poco conto, come intuibile, che potrebbero costituire la contropartita per un’ambiziosa riforma del rapporto di unione tra lo stato centrale e la comunità autonoma catalana. A partire da quello Statuto diventato la vera bestia nera del precedente tripartito social-eco-indipendentista travolto dal peso delle aspettative non mantenute. Bastò, infatti, il pronunciamento negativo del Tribunale Costituzionale di Madrid a smorzare le intenzioni dei baldanzosi legislatori di Barcellona. Memore di questa disfatta, il partito di Mas, da sempre autonomista, ha affidato al gioco delle alleanze variabili le speranze di raggiungere gli obiettivi falliti dai predecessori. Dal Partido Popular ci si attende, oltre al via libera ad una carta regionale emendata dei punti più controversi, un accordo fiscale che possa rimettere ordine in un sistema finora svantaggioso per la periferia. Impresa tutt’altro che agevole considerate le grosse somme in ballo: ad esempio già nell’anno trascorso la Generalitat vantava crediti dallo stato spagnolo per la bellezza di 759 milioni di Euro. Per riuscire nel proprio intento Mas non si è esentato dall’ anticipare la politica di lacrime e sangue poi seguita anche da Rajoy e soci a livello nazionale  onde rimettere in carreggiata i disastrati conti catalani. Tra aumento del canone sull’acqua, introduzione di un ticket sanitario su medicine e prestazioni sanitarie e tassa sui soggiorni turistici oltre a tagli consistenti nella pubblica amministrazione (piuttosto pletorica, come ovunque), lo sforzo richiesto agli amministrati non sarà certo di scarsa entità. I numeri sembrano, tuttavia, dare per il momento ragione a Mas ed al suo partito: dopo un anno di austerity gli elettori hanno bocciato senza appello l’opposizione socialista e premiato CiU con il massimo storico del 30 % di consensi in un voto nazionale. Ma se i risultati non verranno, l’opzione indipendentista potrebbe prendere definitivamente il sopravvento. E le avvisaglie di questo slittamento verso la piena sovranità sono già ben presenti nella società catalana. Non più tardi di una settimana fa un sondaggio dall’esito clamoroso, del quale si è dato conto su questo giornale, fotografava al 53% il livello di favore per la scelta più radicale: l’addio al Regno. A questa spada di Damocle va aggiunto un parere autorevole del peso specifico di un macigno. Il padre nobile dell’autonomismo catalano Jordi Pujol, premier dal 1980 al 2003, mai incline a farsi trascinare dagli avvenimenti ha infatti ripetuto in più di un’intervista che il tempo “ormai è scaduto”. Chi ha ha orecchie per intendere…

Pubblicato su “L’Indipendenza”    http://www.lindipendenza.com/mas-rajoi/