Un passo avanti,due passi indietro

Posted gennaio 27, 2010 by ilariagarosi
Categories: Società

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E’ la Toscana che non si smentisce quella che, venerdì scorso, è stata palcoscenico di un’iniziativa alquanto singolare tenutasi presso il liceo Pontormo di Empoli. I ragazzi dell’ultimo biennio hanno infatti assistito ad una a dir poco straordinaria lezione, sia in termini di unicità che di acclamazione da parte del giovane pubblico. A rendere l’episodio degno di nota ha contribuito, oltre alla spiccata attualità dei contenuti trattati, la presenza di un insegnante d’eccellenza: Regina Satariano.

Regina, transgender dall’età di 26 anni, difficilmente si sarebbe aspettata una simile occasione. Invece, i rappresentanti dell’istituto – dai quali è nata la proposta – hanno voluto fare uno strappo alla regola, portando dentro alle mura scolastiche problematiche reali che, purtroppo, troppo spesso costituiscono un ingiustificato tabù mero frutto di un’ignoranza antica.
Gli argomenti trattati hanno spaziato dall’omofobia alle problematiche concernenti la vita da trans, come la difficoltà di trovare un lavoro ed il conseguente ricorso al mercato del sesso per guadagnarsi da vivere. I temi, benché crudi, sono stati esposti con sensibilità e parole semplici, spostando il focus dalla materialità dei fatti al dramma vissuto in prima persona dalla protagonista, appassionando così, senza malizia, la giovane schiera.

L’interesse che ha accompagnato il primo incontro rappresenta la forza di una nuova generazione stanca di escludere e volenterosa di realizzare quella tanto predicata integrazione sociale. Quale miglior punto di partenza se non la famigerata scuola pubblica, culla di valori civili e luogo di formazione?
Tuttavia, gli ultimi fatti ci portano a smentire le suddette connotazioni. Il secondo incontro, che prevedeva la partecipazione da parte dei ragazzi del triennio, è stato sospeso per ordine del provveditore agli studi Cesare Agnotti. Il direttore dell’ufficio scolastico toscano non ha dato alcuna spiegazione, limitandosi ad affermare di essere “esterrefatto“.

La reale motivazione per la quale, in tempi in cui il rispetto dei diritti è merce rara, si sia voluto porre fine ad una lezione di vita, tolleranza e amore civile è dunque destinata a rimanere un amaro punto interrogativo che, nel suo enigma, non manca di rievocare certi oscurantismi del passato.

K.O tecnico

Posted gennaio 25, 2010 by lafayette70
Categories: politica estera

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Che Hillary Clinton rappresentasse il prototipo di donna volitiva e caparbia oltre ogni limite era cosa nota.Ma che riuscisse con una frasetta icastica e sarcastica a randellare il deus ex machina della Protezione Civile italiana,Guido Bertolaso,non moltissimi erano disposti a crederlo.

Questo per l’indiscutibile talento mediatico di costui che lo ha fatto assurgere alle vette dell’archetipo di ogni commissario straordinario e del demiurgo che con il proprio intervento risolutore riesce a sbrogliare anche le situazioni più disperate.

Non tutto ,a dir la verità,è andato in modo così trionfale in Campania,durante l’emergenza rifiuti,e nel post-terremoto aquilano,ma a molti,non a chi ha vissuto di persona gli eventi,l’impressione di decisionismo ha lasciato un buon ricordo.

E allora,sicuro di un consenso costruito con le sicure capacità professionali dimostrate sul campo ,ma con una buona dose di millanteria vezzosamente ostentata,il Super Tecnico che il mondo ci invidia ha pensato bene di rampognare le,a suo dire,gravi manchevolezze dell’intervento umanitario yankee tra i disperati di Haiti,colpiti da un terremoto distruttivo.

Di qui la replica stizzita del Segretario di Stato dell’amministrazione Obama che ha liquidato l’inopportuna smargiassata  paragonandola ad un discorso da bar dello sport dove il lunedì ci si confronta,con toni accesi,sul risultato della squadra del cuore.

Evitando,in questo modo,un incidente diplomatico che avrebbe lasciato di stucco mezzo mondo  in un momento nel quale,invece,l’unica priorità è quella di aiutare le popolazioni di quel paese martoriato ad uscire dall’inferno in cui sono state precipitate qualche giorno orsono.

Una buona lezione a chi ,forse,si era troppo abituato ad impartirle,a volte con eccessiva sufficienza…

Defensor fidei

Posted gennaio 23, 2010 by lafayette70
Categories: Società

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Carlo Rienzi,padre-padrone del CODACONS,nota e benemerita associazione pro-consumatori alle volte non resiste alla tentazione di cercare i clamori della ribalta mediatica anche se,alle volte,il tutto può rivelarsi controproducente.

Molti ricordano una recente campagna elettorale,durante la quale, il Nostro, adoperando toni barricaderi mutuava metodi di lotta,come il bavaglio,appartenenti ad altra tradizione politica,immune dal virus populista che tanto sembra affascinare al giorno d’oggi.

Ebene,la frenesia di far parlare di sè a qualsiasi costo deve essere  davvero irresistibile se basta un pretesto piccolo piccolo per scatenarne tutta la geometrica potenza.

Nello specifico una battuta infelice di uno dei protagonisti di quello spettacolo ignobile che risponde al nome di “Grande Fratello”.

Del quale mai,fino all’ultimo respiro,cesserò di dir male e che,per un disegno  perverso inscenato da alcuni suoi detrattori,mi tocca,alle volte,quasi fare le viste di difendere.

Ma di fronte all’enormità di una class action nei riguardi della espressione blasfema sfuggita ad uno dei protagonisti dello show per conto degli spettatori “offesi” da cotanto ardire non posso non provare un sentimento di incredulità misto ad un beffardo desiderio di mettere alla berlina comportamenti tanto tartufeschi.

Cosa desiderano lorsignori? Forse la reintroduzione del carcere per i reati d’opinione come non bastassero le carceri piene oltre ogni ordine di capienza tollerabile? O un manipolo di ronde della morale comune,disseminate per strada alla maniera iraniana? Davvero una causa simile merita tanto zelante impegno?

Bene ha fatto,allora,l’omologo ADUC a stigmatizzare e ridicolizzare quanto merita questa inutile ed estemporanea chiassata ricordando che è roba da integralisti continuare a confondere peccato con reato in un paese che ama dipingersi come libero e progredito.

E quale consiglio dare a tutti gli indignati savonaroliani in servizio permanente effettivo a tutte le ore del dì e della notte? Nessuno ,se non quello di cambiar canale!

Fuoco di sbarramento

Posted gennaio 21, 2010 by lafayette70
Categories: politica estera

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Martine Aubry,Segretaria all’ultimo voto dei socialisti francesi(epica la contesa al cardiopalmo con la collega e rivale Ségolène Royal all’ultimo congresso del partito)tenta di rilanciare un profilo più decisamente riformista alla vigilia delle elezioni regionali che si svolgeranno a marzo,quasi in concomitanza con quelle italiane.

E,analogamente all’Italia,anche oltralpe si parte da posizioni acquisite estremamente favorevoli alla sinistra assai difficilmente difendibili(nel 2005 i socialisti e i loro alleati prevalsero in 21 delle 23 regioni,lasciando le briciole alla controparte conservatrice).

Anche se le previsioni sono più quelle di un ridimensionamento inevitabile più che di una debacle,i nodi irrisolti della possibile alleanza con i centristi di François Bayrou(analogia,questa,solo apparente vista la sostanza assai  differente del MODEM rispetto all’UDC italiano,partito moderato sì,ma decisamente confessionale a differenza dell’omologo francese) e del rapporto conflittuale con la vasta area ecologista rimangono,come un’ombra minacciosa, a turbare i sonni dei maggiorenti della rosa nel pugno.

Dal clamoroso 16% di Cohn Bendit e della sua lista verde alle elezioni europee,ad un soffio dal deludente score dei colleghi gauchistes,non passa giorno,infatti,senza che una sfida venga lanciata dai primi all’indirizzo di un soggetto politico,il PS, elegantemente paragonato ad una vecchia cariatide da museo o ad un mostro burocratico antidiluviano.

Il quale,come detto,provvede egregiamente da sè a minare la credibilità residua con un’ incredibile sequela di risse,battibecchi e duelli sanguinosi,come quello ricordato tra le due primedonne per la segreteria,totalmente incapace di elaborare proposte comuni che mettano alle corde un sarkozysmo che si limita a giocare sulle difficoltà altrui,avendo smarrito,a propria volta,la baldanza e la brillantezza tattica dei giorni migliori.

Cosa,quest’ultima,puntualmente verificatasi in questi ultimi giorni con il dibattito sulla riforma previdenziale,da sempre un refrain di molte destre europee,ma assimilato,seppur con toni più soft,dalle sinistre di governo,da Blair in poi.

Ebbene,nel mentre la Aubry,compiendo una coraggiosa apertura al piano governativo di innalzamento dell’età pensionabile a 61 o 62 anni dai 60 attuali(l’abbassamento dai 65 originari costituisce una pesante eredità del mitterandismo) si dichiarava aperta ad un confronto sull’argomento,ricompattando,seppur a fatica,il corpaccione spesso inerte del suo partito,subito son partite le bordate degli altri componenti lo schieramento della sinistra,senza i quali qualsiasi velleità di vittoria elettorale verrebbe miseramente vanificata.

Ed è stato un vero tiro al bersaglio al quale nessuno ha ritenuto di sottrarsi:dagli stessi verdi che,pilatescamente, si dicevano d’accordo sul principio ma salvaguardando nel contempo i diritti acquisiti,ai comunisti delle due obbedienze :gli ortodossi  raggruppati nel vecchio PCF e nel neonato Parti de la Gauche,nato dalla “fuga” di alcuni notabili socialisti fuoriusciti dalla casa madre guidati dall’irruento Jean- Luc Mélenchon,ed i trozkisti(ebbene sì, esistono ancora!) del Nouveau Parti Anticapitaliste e di Lutte Ouvrière.

I toni quelli consueti che facevano ampio ricorso a fraseologie d’altri tempi condite di pesanti improperi all’indirizzo dei “traditori” pronti a svendere le grandi conquiste di decenni di lotte popolari per sedersi alla mensa padronale.

L’impressione che si ricava da questo guazzabuglio è ancora quello di una impressionante lentezza della politica,qui come altrove,nel comprendere ed interpretare le esigenze di una società nel suo complesso e non solo di alcune sue parti.

Il Mastino di Boston

Posted gennaio 21, 2010 by lafayette70
Categories: politica estera

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Brutto colpo per il Presidente Obama e la sua finora solida maggioranza in Congresso.

Come paventato in un precedente post,il responso delle urne in Massachusets  ha premiato il repubblicano ultra-conservatore Scott Brown ai danni della democratica Martha Coackley,già Procuratrice Generale dello Stato.

La disfatta è significativa per due motivi:uno simbolico,il secondo meramente politico.

Per quanto concerne l’aspetto più propriamente storico,ricordiamo che il seggio senatoriale è stato occupato,senza soluzione di continuità,da Edward Kennedy fin dal lontano 1962 e che dal 1994 nessun rappresentante del GOP ha guadagnato l’accesso alla Camera dei Rappresentanti nazionale essendo eletto dalle parti di Boston.Una piazzaforte inespugnabile,quindi,che cade fragorosamente sotto i colpi di un Carneade che ha saputo giocare ottimamente le proprie carte.

Per andare alla ciccia,come suol dirsi, il dato più importante della consultazione è la perdita di quel sessantesimo voto in Senato che permetteva ai democratici di frustrare il cosiddetto “filibustering”(corrispondente al nostro ostruzionismo) degli avversari,sottraendo loro una delle armi principali per opporsi all’iniziativa legislativa di un Congresso eletto non più tardi di 15 mesi fa.

Corollario immediato di tutto ciò sarà,forse,un’ulteriore complicazione del tormentato iter della riforma sanitaria che già inguaiò la prima presidenza Clinton,depotenziata dalla valanga rossa del 1994,quella guidata dal coriaceo Newt Gingrich.

Infatti,oltre all’impopolare mega-piano di salvataggio delle banche coinvolte nel crack originato dal crollo dei mutui subprime ed al colossale “stimolo” finanziario finalizzato alla ripresa dal blocco produttivo seguito al tracollo dei corsi azionari,il peggiore dal 1929,il peso preponderante della disfatta risiede nell’ulteriore stretta fiscale necessaria all’incardinamento di un sistema sanitario all’europea,non più campo di battaglia per le compagnie di assicurazione private, come accade ora.

Molti americani,forse la maggioranza,questo peso ulteriore non sono disposti a tollerarlo e non è un problema da poco,purtroppo.

Come non si tratti di un fulmine a ciel sereno lo testimonia quell’autentico stillicidio di sondaggi che,da  diversi mesi,segnano tutti un impressionante calo della popolarità e del sostegno all’azione presidenziale.Tanto più significativo e pericoloso ,vista quell’aura quasi messianica con cui molti,non solo fini analisti politici,salutarono l’avvento alla Casa Bianca del giovane ex-Senatore dell’Illinois.

Il peso della disillusione rischia di causare contraccolpi pesantissimi sulla democrazia americana che non attraversa,come noto, un periodo felicissimo,scossa da fremiti populisti,restringimento delle libertà fondamentali,pesantezza e farraginosità della macchina amministrativa oltreche dal clima di assedio ingenerato dalla non cessata emergenza terrorismo di cui  un saggio abbiamo avuto con il fallito attentato aereo dello scorso Natale.

Prossima sfida le elezioni di mezzo termine a novembre: la posta sarà importantissima,tanto più che un’alternativa inesistente difficilmente potrà prendere il posto di un’esperienza governativa prematuramente sbiadita .

Nè santo,nè diavolo

Posted gennaio 19, 2010 by lafayette70
Categories: Politica interna

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Ho provato una sensazione di ribrezzo,credo condivisa da molti in questi giorni,per il processo di beatificazione in corso a media quasi unificati riservato a Bettino Craxi.

Il quale,essendo passato tra i più,non ha la possibilità di difendersi da par suo.

Eh sì,perchè secondo inveterata costumanza,non esiste via di mezzo tra servo encomio(meglio se post-mortem)e codardo oltraggio.Non da queste parti,perlomeno.

Con tanti saluti all’unica verità inconfutabilmente documentata per tabulas e sbeffeggiata con quella sufficienza tipica dei regimi di ogni tempo,dove il termine “regime” ha esattamente il significato tecnico attribuitogli dall’abate Siéyès sulla fine del settecento.

Nessuno iato,quindi,tra il furore moralista delle monetine all’Ergife e la messa da requiem officiata in pompa dal Vespa di turno:solo due facce della stessa medaglia fasulla,l’eterna commedia italica giocata dai protagonisti consueti dove al massimo si consuma,periodicamente,il sacrificio di qualche caprone espiatorio.

Esattamente quanto accadde in quell’ormai lontano esordio degli anni ‘90, senza che le vere diagnosi del male e le possibili ricette potessero venire a galla per tentare un di per sè già problematico ripristino delle minime condizioni democratiche così drammaticamente lese nei decenni trascorsi.

Già…i ruggenti e rutilanti anni ‘80,quelli del Governo Craxi,appunto,che può vantare,tra i propri indiscutibili risultati,quelli di aver dilatato all’inverosimile il deficit  e di non aver esperito alcun tentativo di arrestare la spirale terribile del debito pubblico,assurto a dimensioni colossali nello spazio di un amen.

Tutto ciò con l’avallo complice,perchè di precise scelte di governo si sta parlando,di tutti coloro che avrebbero potuto osare qualcosa: le grandi istituzioni finanziarie,morali,politiche.Nulla,silenzio assordante,salvo poi,qualche anno trascorso,urlare all’untore.

Ma solo per continuare,beatamente,con lo stesso andazzo.

Intendiamoci:il rischio di default,così concreto in quella fase sembra essere,seppur a fatica,stato scongiurato,ma quel che rimane inalterato è la tradizionale impermeabilità della classe dirigente alle riforme,nel migliore dei casi evocate come un mantra,ma evitate in ogni modo perchè giudicate impopolari e poco produttive in termini di consenso politico.

Che dire della piaga purulenta del finanziamento pubblico della politica,ad esempio,vero casus belli della ventata di Mani Pulite? Forse Bettino Craxi aveva il diritto di chiamare a correo tutto il sistema politico, ma il dovere preciso di richiamare quelle denunce che solo i radicali e qualche coraggioso economista avevano portato avanti tra l’incredulità dei più ed i sorrisini beffardi degli altri.

Anche questo,e non solo un metodo politico discutibile,costituisce l’eredità di quegli anni e le scorciatoie,moraliste o ciniche che siano,servono solo a distogliere l’attenzione ed a ripetere i medesimi errori

Apprendista stregone

Posted gennaio 18, 2010 by lafayette70
Categories: Politica interna

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Confesso di aver commesso un grave peccato di ingenuità, cosa,in verità, biasimevole più sul piano politico che su quello teologico cui sarebbe più acconciamente riconducibile…

Ebbene sì: ho plaudito alla svolta” laica e liberale” del Presidente della Camera,Gianfranco Fini che mi sembrava aver sostanziato questa evoluzione con una serie di atti consequenziali intesi a dare un volto più moderno ad uno schieramento politico immerso fino al collo nel brago mortifero e paralizzante della più becera conservazione dello status quo e dell’ossequio al massimo e più influente dei poteri forti italiani,vale a dire di quella vera e propria S.P.A(mutuando il titolo di un libro fortunato ed esaustivo della materia) che risponde al nome di Stato Città del Vaticano.

Ma nemmeno il tempo di felicitarsi per la conversione sulla retta via che ecco un brusco scossone a ricondurre la parabola di colui che taluno azzardava a definire  “il Sarkozy italiano” nel canovaccio stantio di sempre,quello fatto di acrobazie verbali,deferenze sospette e sapienti fumisterie mediatiche a mascherare la precisa volontà di non disturbare minimamente i padroni del vaporetto tricolore.

Magari garantendo il proprio indefettibile impegno,ad esempio,per la piena attuazione della parità di scelta tra pubblico e privato nell’accesso all’istruzione: cosa c’è,dopotutto,di più schiettamente liberale?

Peccato che la solenne promessa sia stata propolata dinnanzi a testimoni importanti ed assai interessati: nientemeno che Sua Eminenza,il Cardinale Camillo Ruini,già Presidente della CEI e  allievo prediletto di Stuart Mill e Benjamin Constant,come noto.

Se consideriamo che il tutto servirà a spianare la strada ai desiderata d’oltretevere su un terreno eticamente(e materialmente) sensibile  come quello della scuola,pozzo senza fondo di ogni bramosia inconfessabile,politica e non,possiamo avere una vaga idea di quale cambiale faustiana il Nostro si sia deciso,non senza leggerezza se è consentito,a firmare.

Anche perchè dell’esistenza di Dio è lecito dubitare,della scrupolosità del demonio assai meno.

Corsia privilegiata

Posted gennaio 17, 2010 by lafayette70
Categories: Politica interna

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Gli anniversari,si sa,vanno adeguatamente celebrati e possibilmente compendiati con munifici regali ad offrire prova tangibile dell’affetto ostentato, troppo spesso,con mero zelo retorico.

Non correrà questo rischio,senza ombra di dubbio alcuna,il Ministro delle Finanze del Governo Berlusconi,Giulio Tremonti che ha pensato bene di prepararsi all’infausta ricorrenza dei Patti Lateranensi elargendo generosi emolumenti alla beneamata e privilegiata categoria degli insegnanti di religione(cattolica) di ruolo e supplenti.

Passi  per la deliberata volontà strumentale di questo e consimili provvedimenti approvati a passo di carica per compiacere gli inesorabili diktat delle gerarchie ecclesiastiche(è cosa nota,ahinoi,che governi di ogni colore e partiti di ogni schieramento hanno flirtato in passato e perseverano tuttora ad amoreggiare con il potere vaticano).

 Quello che dovrebbe ripugnare ogni sincera coscienza democratica,che non sia solo buona coscienza va da sè,è la deliberata discriminazione messa in atto ai danni di quelle migliaia di operatori della pubblica istruzione condannati ad attendere le calende greche per vedersi riconoscere un trattamento,non solo economico,meno mortificante da parte di un datore di lavoro inflessibile solo quando si tratta di esigere i proventi di una tassazione non bassissima,ad usar eufemismi.

Altro scandalo italico,nihil mirari,quello del mancato rispetto della sentenza europea che riconosceva una lesione palese dei diritti dei cosiddetti “precari”(senza sponsor,diciamo) nel mancato riconoscimento degli scatti di anzianità anche per costoro.

Il tutto in base al principio di non-discriminazione…

Ah sì,proprio quei principi fondamentali che taluno,nello schieramento del Ministro in questione,vorrebbe rimodellare ad immagine e somiglianza del Gran Demiurgo ,dando una bella sistematina a quella vecchia pergamena chiamata Costituzione!

Buon Compleanno,quindi,alla Conciliazione dell’ 11 febbraio , scellerata madre di quel Concordato,frutto dello stupro di gruppo partitocratico consumatosi già all’indomani della vittoria liberatrice.

E speriamo che sia davvero l’ultimo.

Un borghese piccolo piccolo

Posted gennaio 15, 2010 by lafayette70
Categories: Società

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Che i rappresentanti della Lega Nord si fossero auto-investiti della missione di restaurare gli antichi costumi del bel tempo che fu e la schietta moralità del puro popolo padano,alleato ferreo del popolo della libertà(sempre più vigilata) si sapeva.

Ma che si arrivasse ai vertici della cronachetta da strapaese di un piccolo comune brianzolo davvero oltrepassa ogni senso del ridicolo.

Cosa è dunque accaduto di così grave,ma mi permetterei di aggiungere non serio,in quel di Usmate Velate?

La vicenda è ricostruita nell’edizione odierna di “Repubblica” http://milano.repubblica.it/dettaglio/leggono-a-scuola-il-diario-di-anna-frank-deputato-leghista-li-denuncia:-pagine-hard/1830061 ed è la spia di quale livello di degrado abbiano raggiunto perfino gli istituti più sacri di una democrazia.Un parlamentare,membro del succitato partito ha ritenuto in suo dovere(gran cosa l’insindacabilità…) di presentare un’interpellanza urgente,che in questo paese significa quasi sempre un lungo ed oneroso contenzioso giudiziario,avverso la lettura scolastica di un brano ,a suo dire scabroso,del celeberrimo “Diario di Anna Frank”.

Passi per la scarsa sensibilità di taluni esponenti del partito verso le tematiche del libro in ossequio,forse, ai criteri di un’omogeneità etnica fatta risalire ai fasti celtici,quel che causa reazioni fisiche sgradevoli a quei tanti,ne son convinto,insofferenti verso simili iniziative plateali è l’incredibile faccia tosta con la quale si prosegue  a fare scempio di qualsiasi senso di modestia e dignità morale connaturato al compito di rappresentare il popolo sovrano.

Merce comune,si dirà a ragione,in questa italietta ma simili vertici di improntitudine e di risibile improvvisazione si spera non trovino seguito ed emuli.

Lecito esprimere un certo scetticismo.

Brown’s sugar

Posted gennaio 13, 2010 by lafayette70
Categories: politica estera

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Dopo la bufera ininterrotta degli ultimi mesi tra scandali,incertezze e complotti interni per disarcionarlo Gordon Brown pare aver ritrovato un minimo di serenità in vista del difficilissimo impegno elettorale della prossima primavera.

Il responso delle urne,potrebbe,(condizionale d’obbligo perchè la politica non è sempre una scienza esatta)riconsegnare l’ufficio al n 10 di Downing Street ad un inquilino conservatore nella persona di David Cameron.

Ma,perlomeno,il rude e tenace Premier potrà giocarsi tutte le proprie carte essendo riuscito ad uscire indenne da una incredibile sequela di eventi nefasti.

A partire dalla crisi finanziaria ed economica,ancora in pieno corso,che ha messo alle corde la Gran Bretagna con il rischio,al momento scongiurato,di un downgrading dell’affidabilità del debito nazionale con tutte le conseguenze del caso e con gli effetti devastanti di una disoccupazione galoppante che ha risvegliato mai sopite tentazioni protezioniste.

Dopo una partenza incerta,l’Esecutivo ha deciso di seguire in pieno la ricetta Obama puntellando il fragile sistema creditizio con un oneroso piano di sostegno assai impopolare ma unico rimedio per evitare una bancarotta in stile islandese.

Sul fronte più specificatamente politico,il 2009 sarà ricordato per lo scandalo dei rimborsi parlamentari,un’onta per i contribuenti britannici che hanno visto dilapidare molti loro quattrini in spese a dir poco discutibili.Ovviamente nel centro del mirino è finito il partito al potere costretto,dopo secoli,a far dimettere lo Speaker della Camera dei Comuni,figura quasi sacrale tra gli scranni di Westminster.E questo nonostante i partiti all’opposizione,Conservatori e Liberal-Democratici fossero coivolti,a loro volta,assai pesantemente nel torbido affare.

Tanto bastava perchè all’interno del Labour in tanti si muovessero per trovare una nuova leadership onde evitare una probabilissima catastrofe,sanzionata dall’unanimità dei polls.

Ma dopo lettere pubbliche, dichiarazioni al vetriolo,ultime quelle di due ex-ministri recentemente giubilati,e levate di scudi i notabili del partito hanno optato per il sostegno pieno a Brown che ha anche incassato da costoro l’impegno per  un manifesto più radicalmente riformatore con una serie di iniziative istituzionali,economiche e sociali in grado di attrarre un elettorato a dir poco perplesso della gestione corrente.

Potrebbe non bastare a rovesciare i pronostici,ma perlomeno a garantire una uscita di scena dignitosa per un uomo assurto alle massime responsabilità di governo nel peggiore dei momenti possibili.