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Impegnati a mantenere le mirabolanti promesse elettorali, i nuovi governanti non sembrano interessati a mettere mano a due dei principali scandali di questa Italia senza memoria storica e sempre pronta a seguire il pifferaio magico di turno.

Manca, infatti, qualsiasi accenno nelle linee guida del nuovo Esecutivo ( non che all’opposizione si faccia diversamente, purtroppo…) all’ignomignia dei rimborsi elettorali ai partiti , vecchi o nuovi di zecca che siano.

Nessuno sembra farsi carico di una battaglia popolarissima che andrebbe ad incidere davvero sui costi della politica, altro che i pamphlet estemporanei ed i comizi di piazza.

Ormai siamo a conoscenza dei meccanismi che regalano alla pseudo-politica nostrana centinaia di milioni di Euro, ma di tutto si parla fuorchè di abolire questo vergognoso privilegio gravante sulle spalle di tutti.

Altra piaga dolente , in tempi di dichiarazioni IRPEF, è senz’altro quel balzello conosciuto come otto per mille , che svuota le tasche dei cittadini per la modica somma di un miliardo di Euro annui, quasi tutti, truffaldinamente, attribuiti a Santa Romana Chiesa in virtù di una ripartizione dei fondi prelevati dalle tasse dei contribuenti a dir poco mascalzonesca.

Peraltro si tratta solo di piccola parte del flusso di denari che affluisce verso oltretevere, come ottimamente illustrano diverse pubblicazioni, quale l’ultima fatica di Curzio Maltese dal significativo titolo di “La Questua”.

Vorremmo che anche di questo si parlasse , negli augusti palazzi, invece che sprecar tempo ad imbastire pericolose crociate xenofobe, lanciarsi in anacronistiche politiche nataliste ed allestire spettacolini da colosseo ad uso e consumo di una massa di lobotomizzati catodici.

 

Purghe berlusconiane?

E poi hanno il coraggio e la faccia di bronzo di definirsi liberali…

Veniamo a conoscenza dell’intenzione di cancellare o di spostare in fascia oraria notturna il programma di approfondimento politico del tg3 “Primo Piano” , uno dei pochi a potersi fregiare di questa definizione.

Questo perchè l’immondizia non è una prerogativa di certe popolazioni martoriate del nostro Mezzogiorno, ma tracima ogni giorno di più dagli schermi televisivi, ove l’informazione è ridotta a marchetta del potente di turno, sempre più infeudata alle esigenze del politicamente corretto ed al dominio del gossip stile settimale scandalistico.

Per favorire il dominio di una siffatta porcheria si decide di silenziare una delle poche voci che assicura, magari da un punto di vista partigiano, un minimo di dibattito su argomenti solitamente affrontati con faciloneria ,quando non con consapevole intento mistificatorio.

La Trasmissione in questione, che si è guadagnata nel corso degli anni un’ ottima audience, dovrebbe essere sostituita , udite udite, da un programma satirico, come non ne avessimo abbastanza di guitti e saltimbanchi che infieriscono sulle nostre vite con il loro umorismo sovente prezzolato ed inoffensivo verso un potere pervasivo ed oltremodo corrotto meritevole di ben altri acuminati strali.

Ma tant’è…

Uno dei primi effetti della normalizzazione post-elettorale già in corso : le epurazione e le liste di proscrizione sono già state avviate e si preannunciano nuovi ukaze in salsa simil-putiniana.

D’Altronde sappiamo che qualcuno considera il nuovo, sanguinario, Zar di tutte le Russie quale modello cui ispirarsi…

Pacta sunt servanda

Non male.

Due sonori schiaffoni in un solo giorno per il neonato Governo Berlusconi con cui taluno si ostina ad interpretare il ruolo di opposizione di sua maestà.

Il Primo giunge dall’Unione Europea che fissa i paletti sulla politica da adottare nei confronti della libera circolazione delle persone : sì ai cosiddetti visti biometrici ( con rilevazioni delle impronte digitali ) , ma nessuna deroga al trattato di Schengen che , da queste parti molti, non solo a destra, auspicano di modificare.

Le aspettative di lorsignori sono state deluse : non si da’ Unione Europea senza libertà di movimento e coloro che invocano un giro di vite viene trattato nella maniera in cui merita , quella del razzista degno di una salutare reprimenda.

La Vittoria eventuale di una concezione opposta significherebbe il trionfo delle piccole patrie a base etnica, il prevalere di un’ odiosa filosofia di prevaricazione, di grettezza mentale, di irragionevole chiusura pregiudiziale.

Non è ancora giunto il tempo della fortezza Europa e di un quarto Reich, per fortuna !

Che poi il problema necessiti di norme efficaci di governo, questo è un altro discorso che non ha nulla a che spartire con respingimenti di battelli carichi di poveracci o con retate notturne ad uso mediatico.

Molto significativa, in questo ambito, la dura rampogna al nostro Governo della Vice-Premier spagnola , Fernàndez De La Vega, che dalle colonne del “Mundo” ha denunciato i rischi della legislazione emergenziale sposata dal nostro ultimo Esecutivo , ma anche da molti Sindaci sedicenti progressisti , riscopertisi Sceriffi.

Certamente , la politica del Governo Zapatero nei riguardi della immigrazione clandestina è stata caratterizzata da una durezza poco socialista, a parere di diversi critici, ma non si è giunti alla sistematica persecuzione degli immigrati clandestini.

E di questi tempi, non è poco.

Ci pensino i giustizieri della notte e le ronde nostrane…

Lo ricordavamo per quella geniale trovata di far stampare manifesti nei quali , sobriamente, si equiparavano i sostenitori del referendum anti-Legge 40 alle camicie brune naziste.

“Anche loro voterebbero sì al referendum” : queste erano le alate parole che imbrattavano quei fogliacci, a testimonianza imperitura del livello mentale degli autori di simile capolavoro.

Oggi Carlo Giovanardi, abile a fiutare il vento che tirava, si ritrova , per meriti di corrente, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alla Famiglia ed alla Lotta contro la droga.

Difficile immaginare iattura peggiore…

Tant’è che il sanguigno parlamentare emiliano si è messo di buzzo buono a delineare alcune delle priorità che intende affrontare dall’alta poltrona di cotanto officio.

Non abbiamo fatto in tempo a metabolizzare la pubblicazione, assai tardiva invero, delle linee guida sulla già ricordata Legge 40 che consentivano, rendendo applicative diverse sentenze della Magistratura, la diagnosi preimpianto degli embrioni, ed ecco che , in spregio a qualsiasi buon senso giuridico , il nostro decide di impegolarsi in uno spinoso conflitto di competenze annunciando la volontà di ristabilire il precedente status quo.

Lo fa con la spudoratezza di chiamare in causa l’esito referendario a testimone dell’approvazione popolare della legge.

Sappiamo tutti come quella vicenda fu gestita truffaldinamente consentendo alle organizzazioni di uno Stato estero di invitare il corpo elettorale all’astensione, per il fondato timore di perdere la consultazione.

In effetti i dati indicavano come una grande maggioranza di italiani respingesse una legge illiberale ed intollerante : spiace constatare una sì grande amnesia in un rappresentante autorevole del nuovo Esecutivo…

A completare la frittata arriva, per bocca dello stesso personaggio, una paternale in tema di tossicodipendenze come se per risolvere questo tragico problema bastassero le minacce di carcere e ricovero coatto in qualche comunità, il tutto condito dalla mancanza assoluta di qualsiasi politica di prevenzione e governo del flagello.

Affidiamoci alla speranza che il tutto sia seppellito dal  destino riservato a consimili rodomontate e grida manzoniane.

La soluzione finale

Su una cosa i capi della Sinistra, estromessi dal Parlamento a seguito della disastrosa performance elettorale del mese scorso, avevano ragione di esprimere i propri timori : L’Italia sta subendo una svolta reazionaria dalle conseguenze e dagli esiti imprevedibili.

Ostaggio della marea montante di giustizialismo urlato e securitarismo indotto, il paese ha inoculati, nel proprio organismo senza più anticorpi, i germi mortali della xenofobia.

Ulteriore testimonianza, quest’oggi, ci giunge dai risultati agghiaccianti di un sondaggio della società IPR marketing per “Repubblica”.

Il 68% degli intervistati si dice favorevole all’espulsione di tutti , e sottolineamo tutti, i Rom dal suolo italiano ; solamente il 27 %, per contro, crede o auspica il successo di politiche di integrazione.

Questi dati fanno impallidire persino quelli preoccupanti sugli extracomunitari in generale.

Colpisce, in particolare, l’assoluta mancanza di una qualsiasi reazione democratica a questo diluvio di oscenità illiberali e fascistoidi , contrabbandate come fossero verità assolute e non discorsi da bar dello sport, anzi da birreria , se vogliamo evocare ricordi ancor più sinistri.

Intendiamoci : a nessuno piace aver individui per casa che rubino o facciano di peggio; ma a nessuno dovrebbe essere consentito di divulgare, coram populo,  facili equazioni a base etnica del tipo ” Tutti i Rom sono delinquenti da cacciare dal suolo patrio”, poichè, fino a prova contraria, le responsabilità penali sono individuali e chi non condivide questo cardine della civiltà giuridica liberale si pone al di fuori della stessa.

Questo si chiama istigazione all’odio razziale : ricordiamocene prima di farci trascinare dalla corrente…

Il Link al sondaggio di “Repubblica” , per riflettere…

http://www.repubblica.it/speciale/2008/sondaggi_ipr/rom-extracomunitari.html

Il giro delle visite papali per le province
italiane e il rilevante impiego di risorse per
attrezzare i siti,senza sfigurarli, abbellire i
percorsi ed allestire faraoniche strutture, non
sfuggono più a critiche.

Personalità cattoliche, autorevoli opinionisti,
dinnanzi ai gravi problemi della vita, suggeriscono
accoglienze più sobrie, per destinare le somme
economizzate a favore dei non garantiti e dei poveri
del pianeta.

Per l’avvenuta presenza del papa a Napoli si sono
fronteggiati ingenti costi; per la prossima del 17 a
Genova e Savona si spenderanno oltre 2 milioni di
euro; per la successiva del 13 e 14 giugno in Puglia
oltre 4 milioni di euro: 1 dalla Regione, un milione e
duecento dalla provincia di Lecce, un milione e mezzo
dal Governo nazionale, affidati al capo della
protezione civile, Bertolaso, perchè predisponga le
aree di atterraggio dell’ elicottero militare, visto
che ai voli del papa provvede lo Stato.

I consiglieri comunali del capoluogo salentino
ansimano nell’attesa, per raggiungere Leuca e
consegnargli le chiavi della città, da cui il papa
neanche passerà!

Occorrerà poi tener conto degli apporti del Comune
e Provincia di Brindisi, nonchè di quelli, tra
Galatina a Leuca, interessati dal corteo diplomatico.

Benedetto XVI si recherà prossimamente in Austria,
ove, senza sontuose accoglienze e oceaniche
mobilitazioni, sarà la chiesa locale ad accollarsi le
spese necessarie.

Ci sono altri costi che sopportano tanti enti
locali, assegnando contributi per agevolare la
partecipazione dei credenti agli incontri mondiali col
papa.

Il Comune di Massafra(Ta), per esempio, erogò nel
2006 la somma di € 8.000 quale contributo per il
viaggio dei giovani al raduno mondiale a Colonia;
altro contributo è stato chiesto per quello a Sidney.

Sarà bene, per le storture della società dei
consumi e dell’immagine che le religioni già additano,
riconsiderare il fenomeno e ridimensionare il costo
delle mega-adunate di fedeli.

Sarà bene soprattutto che la Chiesa non si faccia
Stato e che lo Stato non si faccia Chiesa, e che
quest’ultima non continui a gravare sui contribuenti
con insostenibili privilegi.

Giacomo Grippa, Uaar Lecce

Un’arietta da dolce stil novo sembra animare i vagiti dell’ennesima reincarnazione del Governo Berlusconi, la terza nell’arco di 14 anni.

Probabile che le sfide da affrontare i prossimi mesi, a partire dalla drammatica crisi dell’economia nazionale ,si incarichino di fare giustizia di questa atroce pantomima , fraudolentemente gabellata per una svolta anglosassone.

Caduto il velo di Maia assisteremo al solito meccanismo infernale di fuga dalle responsabilità da parte di un’Esecutivo infiacchito dall’impopolarità e di assalto frontale di un opposizione ansiosa di rilevare, dalle mani adunche dell’odiato arcinemico, le redini ad un paese allo sfascio. In mezzo un ‘opinione pubblica ed un corpo elettorale sempre più frastornati e tentati di fare conto sulle proprie uniche forze, abbandonando qualsivoglia rapporto con l’odiata cosa pubblica , ignari di aprire le porte all’irruzione di avventurismi di ogni sorta.

Nel mentre la politica si prepara a consumare il definitivo e fragoroso , ma anche un po’ ridicolo, harakiri, i poteri forti si muovono col solito metodo curiale da felpati e voraci avvoltoi.

La Confindustria, da sempre beneficiaria di generosissimi emolumenti pubblici ha già operato un elegante giro di valzer facendosi impalmare dall’attempato incantatore di fanciulle in fiore ora ospitato in quel di Palazzo Chigi.

L’Occupante tedesco del Sacro Soglio ricomincerà ad alzare la posta in gioco, pretendendo lo scalpo dell’odiatissima legge 194 e chissà cos’altro…

Partiti politici, clero, sindacati, giornali che in pochi leggono proseguiranno a godere delle sovvenzioni tratte dai contributi versati annualmente dai tartassati dello stivale, cioè da coloro che non hanno la possibilità di eludere o evadere il fisco, mala pianta che nessun Governo è mai riuscito ( o mai voluto ) estirpare.

Ma si sa i tempi nuovi impongono l’ottimismo e noi siamo animati dalla incrollabile convinzione che tutti questi sinistri vizi e oscene ribalderie consumate sulla pelle dell’anonimo Pantalone  siano state,  per sempre archiviate e consegnate nel lugubre museo degli orrori repubblicani…

A testa bassa…

pro-choicePuntuale come un disco in vinile logorato dagli anni e dall’abuso fattone arriva il prevedibilissimo anatema anti-aborto del monarca assoluto  d’oltretevere.

Sarebbe superfluo soffermarcisi vista la natura quasi ossessivo-compulsiva del gesto , se non fosse per la carica di violenza inusitata quest’oggi adoprata.

Di fronte ai giannizzeri del Movimento della Vita, Benedetto XVI, per il visibilio degli astanti, ha pronunciato la maledizione contro la legge 194, paragonata ad una ferita aperta della società.

Un Provvedimento che ha contribuito, se non ad estirpare, perlomeno a porre sotto controllo, una piaga quale l’aborto clandestino e di classe  viene equiparato ad un atto criminale.

Uno schiaffo violentissimo in faccia al Parlamento della Nazione, al popolo sovrano, che a mezzo referendum popolare aveva sanzionato la validità della Legge licenziata dallo stesso, alla coscienza dei tanti credenti che in cuor loro non hanno fatto che applicare il principio laico , ma anche evangelico, del “Io non lo farei , ma non posso impedirti di farlo”.

Tutto al macero con il ritorno ad una prassi da trionfo della Controriforma, in spregio , non dico, di qualsiasi legge scritta, ma delle più elementari regole della civile convivenza e dell’umana morale…

Occorre una generale mobilitazione di tutte le forze politiche , sociali ed individuali per impedire il tentativo di imporre nell’agenda del nuovo Esecutivo un intervento criminogeno tendente a depotenziare una della poche leggi capaci di modificare una società tradizionalmente refrattaria alle riforme .

Prendendo a prestito l’interrogativo angosciato di un grande intellettuale potremmo chiederci e chiedere alla coscienza civile di questo paese:”Se non ora, quando? “

 

Marco TravaglioOcchio ai salotti della televisione progressista…

Fin quando si tratta di utilizzare giornalisti scomodi o senza peli sulla lingua per le baruffe chiozzotte tutte interne al sistema partitocratico nessun problema.

Ma se, per avventura, l’ospite del boudoir mediatico benpensante si lascia andare a dichiarazioni, che possono essere anche opinabili, ma di cui, eventualmente , sarebbe chiamato a rendere conto nelle sedi opportune, scatta , invece, il riflesso pavloviano della censura preventiva.

E assistiamo, allora, allo spettacolo penoso delle dissociazioni dei responsabili di rete, dei curatori del programma etc etc, per giungere, alfine, al linciaggio dell’incauto con una tecnica propria di tutti i totalitarismi più o meno perfetti…

D’altronde Marco Travaglio, che di coraggio personale non è affatto sprovvisto, era preparato alla bufera successiva al suo intervento nel programma “Che Tempo che fa “.

Chi dimentica la sua memorabile apparizione da quel genio autentico della comicità che risponde al nome di Daniele Luttazzi?

Il Timore che si possa reiterare l’epurazione bulgara di qualche annetto fa è assai fondato, con le conseguenze immaginabili per la qualità della dialettica democratica in questo paese.

Ripetiamolo, a scanso di equivoci : l’esercizio della libertà di opinione, cardine della liberal-democrazia contemporanea non esclude, anzi, presuppone che il confronto fra le idee sia anche molto acceso, senza esclusione di colpi.

L’Idea di approfondimento che, per contrasto, domina nei nostri palinsesti e nella menti dei loro ideatori sembra tutto teso a non disturbare il padrone del momento, secondo una logica di ( basso ) servizio.

Un segnale di speranza rispetto ad un lustro orsono è costituito dalla convinzione che, nel frattempo, un piccolo esercito di liberi operatori dell’informazione e della nuova politica “orizzontale” sia cresciuto in questo deserto dei tartari.

Diciamolo con tutta la circospezione del caso : persino al peggio c’è un limite…

Vade retro, Satana !

Puntuale come un cronometro giunge la filippica ratzingeriana contro la sessualità relativistica che rischia di far deviare l’umanità dal suo corso naturale.

Rifacendosi all’enciclica “Humanae Vitae” del predecessore Paolo VI, Benedetto XVI lancia i suoi acuminati strali contro il demone del sesso, assimilato da lui ad una perniciosissima droga che ” vuole assoggettare il partner ai propri interessi e desideri, senza rispettare i tempi della persona amata”.

Una manifesta sessuofobia non certo nuova, ma mai enunciata con tanta acutezza dottrinale ; d’altronde, non è egli conosciuto come il “Papa teologo”?

L’Attacco è deciso e su tutti i piani : non viene criticato, infatti, solo il desiderio sessuale, tradizionalmente additato quale dissolutore dell’istituto familiare, ma anche la moderna tecnica in ogni sua applicazione in questo dominio, dai metodi di contraccezione , a quelli per l’interruzione di gravidanza a quelli, per finire, riguardanti la fecondazione assistita.

Tutto ciò affastellato sotto l’insegna di avversario della dignità umana e della vita.

Era da molto tempo, crediamo, ben prima del Concilio vaticano secondo, che non si giungeva ad una simile, lucida teorizzazione del fanatismo religioso : si respirano grevi umori tridentini e bellarminiani.

In conclusione, una totale cancellazione della dimensione caritatevole e umanistica del messaggio cristiano in favore di quella mortificatoria e penitenziale.

Anche questa una dialettica che si perde nella notte dei tempi con uno dei due termini che prevale di volta in volta seguendo leggi non scritte di alternanza nei ritmi dello zeitgeist.

Ma il timore , fondato, è che , prima o poi, la “parte oscura della forza” possa finire per trionfare con nefaste conseguenze per l’umanità.

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